Articoli taggati ‘seconde generazioni’

Cittadinanza, i falsi miti sulla (mancata) riforma

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Pubblicato da Neodemos un e-book dal titolo “ius soli e ius culturae. Un dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti”, con i contributi di dodici studiosi per spiegare e sfatare i falsi miti sulla riforma, approvata dalla Camera nel 2015 e tuttora in attesa al Senato. Tra i contributi, un approfondimento della Fondazione Leone Moressa sui potenziali beneficiari della riforma. Leggi l’articolo.

 

Lo ius soli approda in Senato

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Inizia oggi in Senato la discussione sulla riforma della cittadinanza, già approvata alla Camera nel settembre 2015. La riforma introduce, per la prima volta in Italia, i principi dello ius soli (diritto di cittadinanza per i nati in Italia, pur con alcuni limiti) e dello ius culture (cittadinanza per chi ha completato 5 anni di scuola in Italia). Secondo la Fondazione Moressa, l’impatto della riforma sarebbe notevole, dando diritto alla cittadinanza a circa 800 mila ragazzi (l’80% dei minori stranieri residenti). Inoltre, porterebbe circa 60 mila “nuovi italiani” ogni anno.

Leggi l’articolo di Vladimiro Polchi su Repubblica del 15.06.2017. Rassegna stampa

Ascolta l’intervista a ZAPPING (RADIO UNO) del 15.06.2017 (min. 30,02). Leggi l’articolo su LaVoce.info

Le scelte dei giovani: italiani vs. immigrati

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Integrazione delle seconde generazioni: quali sono le opportunità dei giovani europei? Le possibilità (sia per gli autoctoni che per gli stranieri) sembrano variare in base al paese europeo di residenza: in Italia, ad esempio, si rileva un’alta percentuale di giovani sfiduciati (NEET), pochi laureati, forte disoccupazione e poca occupazione. Indicatori che si ripercuotono sulla possibilità di uscire di casa e costruirsi un futuro autonomo. Infatti l’Italia è all’ultimo posto per quel che riguarda l’età in cui i giovani lasciano la famiglia di origine.

Leggi l’articolo di Rossella Cadeo su IlSole24Ore del 07.11.2016 

Integrazione e seconde generazioni

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Nati in Italia da genitori stranieri o arrivati da piccoli. Quali sono le chance per i giovani immigrati? Confronto con gli altri paesi UE.

Nello studio vengono analizzate le opportunità che i paesi europei offrono ai giovani in termini di inserimento lavorativo, percorsi formativi e inclusione sociale.
L’Italia è utlima tra i paesi UE15 per l’indice di valorizzazione dei giovani. Alta percentuale di giovani sfiduciati (NEET), pochi laureati, forte disoccupazione e poca occupazione. Indicatori che si ripercuotono sulla possibilità di uscire di casa e costruirsi un futuro autonomo. Tuttavia, se osserviamo il gap tra giovani autoctoni e stranieri, l’Italia scala qualche posizione: Belgio e Svezia, ad esempio, presentano un indice di pari opportunità più basso del nostro”.

Leggi l’articolo di Vladimiro Polchi su Il Venerdì del 29 gennaio 2016. download