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Il valore economico dell’immigrazione

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Approfondimento sull’economia dell’immigrazione nella puntata di Geo (RaiTre) del 03 Ottobre 2017 (min. 1:14:25). Link alla puntata

 

N. 6 – Lavoro domestico e assistenza familiare: il ruolo degli immigrati

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Secondo i dati Inps, nel 2012 i lavoratori domestici (“colf” e “badanti”) in Italia sono poco meno di 1 milione. Di questi, 8 su 10 sono stranieri.

Il fenomeno, specie per quanto riguarda l’assistenza a persone anziane non autosufficienti, ha registrato un boom proprio negli anni della crisi, costituendo un settore nuovo e  assai rilevante su scala nazionale. In questo numero della rivista L’Economia dell’immigrazione si intende  approfondire questa tematica, analizzandola da diversi punti di vista per comporre un quadro il più possibile esaustivo.

Considerando il costante aumento dell’età media della popolazione e le sempre più scarse risorse a disposizione del welfare pubblico, appare evidente come il fenomeno delle “badanti” diventerà sempre più cruciale nel sistema sociale e familiare italiano, in settori fondamentali come la cura di bambini e anziani o l’assistenza degli ammalati o di persone con disabilità.

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Le professioni degli stranieri durante la crisi

occupazione straniera

 

 

Crisi economica e lavoro. Italiani vs stranieri. In Italia nel 1° semestre 2013 si contano complessivamente 2,3 milioni di occupati stranieri, il 10,5% di tutti i lavoratori.

 

Più della metà degli stranieri occupati (55%) è di genere maschile, il rimanente 45% è donna. Sono in prevalenza lavoratori dalla giovane età (se confrontati rispetto alla forza lavoro italiana): quasi due terzi degli occupati ha un età compresa tra i 25 e i 44 anni contro il 49% degli italiani.

La crescita della domanda è condizionata e circoscritta a comparti specifici: diminuiscono gli occupati nelle costruzioni e nell’industria, mentre aumentano nell’agricoltura e nei servizi alla persona. Nel 1° semestre 2007 solo il 20% degli stranieri trovava occupazione nei servizi alla persona, nei primi sei mesi del 2013 questa percentuale è aumentata del 9%. In termini assoluti si registra una crescita occupazionale in questo settore di 400 mila addetti. I settori che hanno risentito maggiormente della crisi economica registrano invece una diminuzione di addetti: il 5% in meno nell’industria ed il 4% nelle costruzioni.

Carceri italiane: diminuiscono gli stranieri

cetenuti stranieri

 

 

Dal 2007 al 2013 è in progressivo calo la percentuale di detenuti stranieri, mentre gli italiani commettono più reati: effetto della crisi?

Comunicato stampa del 10.01.2014

Dall’inizio della crisi, osservando i dati dal 2007 al 2013 i detenuti nelle carceri italiane sono complessivamente aumentati del 28%, che in termini assoluti si traduce in poco meno di 14 mila “nuovi” reclusi: ma mentre l’incremento tra gli stranieri è stato circa del 20%, quello degli italiani è stato molto più elevato (+34%). Il risultato di queste dinamiche è che la popolazione carceraria straniera si sta progressivamente ridimensionando. La Fondazione Leone Moressa ha esaminato i recentissimi dati diffusi dal Ministero della Giustizia sui detenuti nelle carceri italiane, suddividendoli rispetto alla nazionalità.