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Colf e badanti, le novità

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 In aumento negli ultimi anni il lavoro domestico. Crescita costante per le badanti, parallelamente al bisogno di assistenza delle famiglie in Italia. Come in altri Paesi dell’Europa meridionale, esiste una generale accettazione e preferenza culturale del fatto che la famiglia sia incaricata della cura all’anziano, rispetto all’opzione di ricovero in struttura. Parallelamente, si è registrato un aumento dell’offerta, in particolare da parte delle donne dell’Est e di molte donne italiane. Leggi l’articolo sul Sole24Ore del 29.01.2018.

“Famiglie datori di lavoro e welfare”

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Convegno organizzato da DOMINA (Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico), in programma giovedì 11 gennaio 2018 a Venezia. Durante il convegno sarà presentata la ricerca condotta dalla Fondazione Leone Moressa sul lavoro domestico. Tra i relatori interverranno anche l’ex Ministro Cesare Damiano e il Sottosegretario all’Economia Pier Paolo BarettaScarica il programma.

 

Nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro domestico

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Dal 1° Luglio 2013 è entrato in vigore il nuovo CCNL che disciplina il rapporto di lavoro domestico in maniera unitaria su tutto il territorio nazionale. Il precedente contratto collettivo nazionale di lavoro era scaduto il 28 febbraio 2011.

Dopo due anni di trattativa tra le parti sociali, il testo firmato formalmente il 21 maggio da sindacati (FILCAMS-CGIL; FISASCAT-CISL; UILTuCS-UIL; FEDERCOLF) e associazioni dei datori di lavoro (FIDALDO e DOMINA), sul quale è stata avviata una consultazione a livello territoriale durata fino al 15 giugno, è entrato in vigore dal 1 luglio 2013 e scadrà alla fine del 2016.

Esprimono soddisfazione le Associazioni datoriali, secondo cui il nuovo contratto migliora le regole di gestione di ogni singolo rapporto di lavoro. Una materia che vigrx plus riguarda tante famiglie e tanti lavoratori e lavoratrici, non solo stranieri.

Le principali novità riguardano, per esempio, le modalità per il godimento del riposo settimanale per i lavoratori conviventi e per quelli ad ore, avendo riguardo anche per quei lavoratori che dovessero “professare una fede religiosa che preveda la solennizzazione in giorno diverso dalla domenica”. Sì è meglio precisato come retribuire le festività nazionali ed infrasettimanali (come il 2 giugno o il 25 dicembre) in caso di “rapporti ad ore“. È stato previsto, questo ex novo, che “per gravi e documentati motivi”, il lavoratore possa richiedere (il datore è libero di accettare o meno tale richiesta) un periodo di sospensione extraferiale, senza maturazione di alcun elemento retributivo, per un massimo di 12 mesi.