Rimesse degli immigrati e aiuti allo sviluppo

economia-africana

 

Nel dibattito pubblico sull’immigrazione, uno degli slogan più frequenti è “aiutiamoli a casa loro”, secondo l’idea che gli investimenti nei paesi d’origine potrebbero rallentare i flussi migratori. Posto che questa teoria possa funzionare nel lungo periodo (mentre nel breve periodo potrebbe addirittura stimolare le emigrazioni, dando più risorse a chi desidera partire), bisogna considerare che questo principio richiede investimenti corposi e probabilmente poco popolari. Ad oggi, l’Italia investe circa 4 miliardi di euro in Aiuti Pubblici allo Sviluppo (0,22%), ben lontano dagli obiettivi fissati dalle Nazioni Unite (0,70%). Superano invece 5 miliardi le rimesse inviate in patria dagli immigrati residenti nel nostro paese (0,30% del Pil). In attesa dei nostri aiuti, dunque, sono gli immigrati “ad aiutarsi da soli”.

Leggi l’articolo di Vladimiro Polchi sul Venerdì di Repubblica

Scuola e integrazione

00249-matite-colorate

 

Sono quasi 130 mila gli alunni stranieri nelle scuole del Nord Est, con un’incidenza del 12,5% sul totale alunni. Negli ultimi 10 anni il loro numero è aumentato del 52,6%, passando da 85 mila a 130 mila presenze. Di questi, il 64,4% è nato in Italia: componente che arriva all’88,0% nelle scuole dell’infanzia. Di integrazione a scuola e di opportunità per i giovani si parlerà nel convegno LIBERIAMO I TALENTI, organizzato da Fondazione Moressa e Forcoop Cora, in programma Venerdì 5 maggio 2017 a San Donà (Crunchlab, ore 14,30 – 17,00). Scarica il programma dell’evento del 05.05.2017     

Leggi la rassegna stampa

 

I numeri della presenza Rom in Italia

rom-flmIn realtà, quando si parla di comunità Rom, si fa riferimento a gruppi molto diversi tra loro per lingua, cultura e storia. Una distinzione più corretta, seppur non esaustiva è quella tra Rom, Sinti e Caminanti (RSC).

Considerando le difficoltà nel censimento di queste popolazioni, i dati più attendibili sono quelli stimati dal Consiglio d’Europa (140 mila) e dal Ministero del Lavoro (130-150 mila), intorno allo 0,25% della popolazione. Tra questi, circa la metà è di nazionalità italiana e l’altra metà, pur essendo straniera, è generalmente stanziale.

Rimane il problema dell’inclusione sociale

La strategia italiana identifica tre questioni fondamentali, con l’obiettivo di compiere passi significativi entro il 2020. In primo luogo la questione abitativa: il sistema dei “campi”, peculiarità tutta italiana, ha dimostrato tutti i suoi limiti in termini di marginalizzazione ed esclusione sociale, alti costi e scarsa efficacia.

Dona il 5 x 1000 alla Fondazione Moressa

1