I numeri della presenza Rom in Italia

rom-flmIn realtà, quando si parla di comunità Rom, si fa riferimento a gruppi molto diversi tra loro per lingua, cultura e storia. Una distinzione più corretta, seppur non esaustiva è quella tra Rom, Sinti e Caminanti (RSC).

Considerando le difficoltà nel censimento di queste popolazioni, i dati più attendibili sono quelli stimati dal Consiglio d’Europa (140 mila) e dal Ministero del Lavoro (130-150 mila), intorno allo 0,25% della popolazione. Tra questi, circa la metà è di nazionalità italiana e l’altra metà, pur essendo straniera, è generalmente stanziale.

Rimane il problema dell’inclusione sociale

La strategia italiana identifica tre questioni fondamentali, con l’obiettivo di compiere passi significativi entro il 2020. In primo luogo la questione abitativa: il sistema dei “campi”, peculiarità tutta italiana, ha dimostrato tutti i suoi limiti in termini di marginalizzazione ed esclusione sociale, alti costi e scarsa efficacia.

Nel biennio 2016/2017, la Commissione europea ha finanziato il progetto PAL[6], coordinato dall’Università di Leuven (Belgio) e articolato in 12 paesi Ue (in Italia vi partecipano Fondazione Leone Moressa, Comune di Reggio Emilia e Consorzio Innopolis), finalizzato proprio a favorire l’analisi, lo scambio di buone pratiche e l’attuazione di campagne di sensibilizzazione in ambito educativo e lavorativo.

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