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	<title>Fondazione Leone Moressa</title>
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		<title>Le rimesse: un capitale da 7,4 miliardi di €</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 07:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunicato del 04/05/2012 Da Roma e Milano defluisce il maggior importo di rimesse. I cinesi in Italia mantengono oltre 800 mila connazionali in Cina Gli stranieri che vivono in Italia hanno fatto defluire nel 2011 7,4 miliardi di euro di rimesse, registrando un aumento del 12,5% rispetto all’anno precedente. Mediamente ogni straniero in Italia invia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato del 04/05/2012</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/05/rimesse-stranieri.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-3969" style="margin: 12px;" title="rimesse stranieri" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/05/rimesse-stranieri.bmp" alt="" width="205" height="158" /></a>Da Roma e Milano defluisce il maggior importo di rimesse. </em><em>I cinesi in Italia mantengono oltre 800 mila connazionali in Cina</em><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Gli stranieri che vivono in Italia hanno fatto defluire nel 2011 7,4 miliardi di euro di rimesse, registrando un aumento del 12,5% rispetto all’anno precedente. Mediamente ogni straniero in Italia invia nel proprio paese 1.618 euro all’anno, destinati per lo più in Asia e in Cina per la precisione. Si stima che i cinesi che risiedono in Italia riescono a mantenere 800mila connazionali in Patria. Roma, Milano, Napoli e Prato sono le province da cui defluisce il maggior importo di rimesse verso l’estero. Questi i risultati principali di uno studio della Fondazione Leone Moressa (<a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/"><span style="color: #0000ff;">www.fondazioneleonemoressa.org</span></a>) che ha analizzato i flussi monetari transitati per i canali di intermediazione regolare in uscita dall’Italia da parte degli stranieri che vivono nel nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il volume delle rimesse</strong>. Nel 2011 il flusso monetario in uscita dall’Italia è stato pari a 7,4 miliardi di euro, in aumento rispetto all’anno precedente del 12,5%. In aumento anche il valore delle rimesse calcolate a livello procapite: mediamente ciascuno straniero invia nel proprio Paese di origine poco più di 1.600 euro annui, in aumento rispetto ai 1.552 euro registrati nel 2010. Per riuscire a quantificare il volume delle rimesse basti pensare che l’ammontare complessivo del denaro in uscita dall’Italia equivale allo 0,47% del Pil nazionale: anche in questo caso tale incidenza è aumentata rispetto allo 0,42% rilevato l’anno precedente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Destinazione delle rimesse</strong>. L’Asia è il continente maggiormente beneficiario delle rimesse che escono dall’Italia. Infatti con quasi 4 miliardi di euro, la macroarea asiatica concentra il 52% di tutti i flussi monetari; della rimanente parte, il 24,4% rimane all’interno dei confini europei, il 12,1% prende la via americana e l’11,5% quella africana. Rispetto al 2010 quasi tutte le destinazioni hanno subito un aumento in termini di rimesse inviate: il continente asiatico ha ricevuto dagli stranieri in Italia il 23,4% in più di denaro, le Americhe il 5,2% in più, l’Africa il 3,1% e il continente europeo l’1,6%. Tra tutti i Paesi, la Cina è quello a cui viene inviato il maggior volume di rimesse con 2,5 miliardi di euro, seguito da Romania (894 milioni di euro), Filippine (601 milioni di euro) e Marocco (299 milioni di euro). Le principali nazioni di destinazione mostrano un aumento nell’ultimo anno, ad eccezione delle Filippine che mostrano un -19,1%. Per la Cina la variazione si attesta addirittura al +39,7%, per la Romania si tratta del +3% e per il Marocco il +5,8%. In quanto a rimesse procapite, ciascun cinese residente in Italia invia in Patria poco più di 12mila euro a testa, valore più elevato tra tutte le nazionalità. Questo significa che ogni cinese in Italia “mantiene” 3,9 cinesi in Patria e che a livello complessivo si tratta di oltre 800 mila di cinesi. Con 4.484 euro di rimesse procapite i filippini sostengono una comunità in patria di 394 mila concittadini, i bengalesi di 629 mila soggetti, i senegalesi di 348 mila persone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il dettaglio provinciale</strong>. Roma è la provincia dalla quale defluisce il maggior volume di rimesse verso l’estero: si tratta di 2 miliardi di euro, pari a oltre un quarto di tutte le rimesse che escono dall’Italia. Seguono a ruota Milano, Napoli e Prato. Per tali province la prima nazionalità di destinazione è la Cina, ma tra tutte è Prato l’area in cui la quasi totalità delle rimesse defluisce verso il paese asiatico: il 91% di tutte le rimesse della provincia. La Romania è invece il primo paese di destinazione delle rimesse di Torino e Treviso, mentre per le Filippine si tratta di Bologna (solo per citare le prime città).</p>
<p style="text-align: justify;">«<em>Le rimesse dagli stranieri rappresentano un cruciale fattore di garanzia e di crescita per le economie in via di sviluppo – </em>affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa <em>- Occorre considerare il migrante come un soggetto artefice dell’allocazione efficiente delle risorse nei Paesi più arretrati. Il riconoscimento nazionale e internazionale della rimessa come vettore di co-sviluppo ha contribuito nel tempo a ridurre il costo del servizio di money tranfert, facendo diventare più trasparenti e competitive le attività dei molteplici operatori che operano in questo settore. E’ anche per questo motivo che, nell’ultimo anno, si è evidenziato un aumento considerevole del volume delle rimesse. E’ vero d’altro canto che, guardando all’Italia, i 7,4 miliardi di € mandati all’estero, prodotti nel territorio nazionale, non sono stati spesi o investiti in loco. Per poter contare su queste risorse per i consumi interni e per i processi di investimento, serve che gli immigrati siano nelle condizioni di costruire un progetto di vita nel nostro Paese, anche attraverso la realizzazione di un percorso complessivo di integrazione sociale, economica e lavorativa.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/05/Comunicato-stampa_rimesse-in-Italia-anno-2011.pdf">Vedere le tabelle allegate</a></strong></p>
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		<title>Quali giovani per quale futuro?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 15:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla formazione all&#8217;occupazione: i giovani visti dal mondo del lavoro Comunicato del 16/04/2012 Sabato 21 Aprile 2012 alle ore 9.30 verrà presentato il libro &#8220;Quali giovani per quale futuro?&#8221; curato dalla Fondazione Leone Moressa e da Fabiano Longoni. Il convegno si terrà alle ore 9.30 presso l&#8217;Auditorium della Provincia di Venezia (Via Forte Marghera 191, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla formazione all&#8217;occupazione: i giovani visti dal mondo del lavoro</p>
<p>Comunicato del 16/04/2012</p>
<p><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/04/quali-giovani-per-quale-futuro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3946" title="quali giovani per quale futuro" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/04/quali-giovani-per-quale-futuro-160x300.jpg" alt="" width="128" height="240" /></a></p>
<p><strong>Sabato 21 Aprile 2012 alle ore 9.30</strong> verrà presentato il libro &#8220;<strong>Quali giovani per quale futuro</strong>?&#8221; curato dalla Fondazione Leone Moressa e da Fabiano Longoni. Il convegno si terrà alle ore 9.30 presso l&#8217;Auditorium della Provincia di Venezia (Via Forte Marghera 191, Mestre).</p>
<p>Quali giovani per quale futuro? Tra giovani e lavoro intercorre un legame imprescindibile e un rapporto che in tempi di crisi è diventato difficile. Ma le tensioni possono essere superate a patto che i due mondi – formazione e lavoro – dialoghino prima tra loro e poi sappiano parlare ai giovani. “Troppa informazione, nessuna informazione”: i giovani di oggi sono investiti da informazioni di vario genere e da più parti ma è necessario che ricevano quelle giuste. Quale percorso formativo scegliere? Che figure professionali cercano le imprese? A chi rivolgersi? È a queste domande che gli attori economici e sociali della provincia di Venezia devono sapere rispondere e sono questi gli interrogativi che devono essere sollecitati nei giovani e nelle loro famiglie. Risposte e proposte di azione concrete sono state raccolte in un “libro partecipato” –ispirato ai principi della democrazia deliberativa –  promosso dalla Pastorale Sociale e del Lavoro del Patriarcato di Venezia e curato dalla Fondazione Leone Moressa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PRIMA PARTE</p>
<p>Mons. Fabiano Longoni (Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Venezia)</p>
<p>Dr. Roberto Crosta (Segretario Generale della Camera di Commercio di Venezia)</p>
<p>Prof. Alessandro Rosina (docente di Demografia presso l&#8217;Univeristà Cattolica di Milano)</p>
<p>Dr.ssa Valeria Benevnuti (Ricercatrice Fondazione Leone Moressa)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>SECONDA PARTE</p>
<p>Tavola rotonda con ospiti:</p>
<p>Stefano Ervas (giovane imprenditore Coldiretti)</p>
<p>Simone Cason (giovane imprenditore di Confindustria)</p>
<p>Danilo De Nardi (direttore di Confcommercio Unione di Venezia)</p>
<p>Alessandro Barbieri (giovane libero professionista del Collegio Geometri)</p>
<p>Filippo Baracchi (giovane precario)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TERZA PARTE</p>
<p>Sua Eminenza Patriarca Francesco Moraglia (Patriarca di Venezia)</p>
<p>Francesca Zacariotto (Presidente della Provincia di Venezia)</p>
<p>L&#8217;evento è patrocinato dalla Provincia di Venezia e con il contribuito di <a href="mailto:Venezi@Opportunità">Venezi@Opportunità</a></p>
<p>Conduce Cristina Pagnin di Telechiara</p>
<p>Parteciperanno le scuole Massari, Parini, Giovanni Paolo I, Enaip di Mirano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/04/Locandina1.pdf">Scarica la locandina dell&#8217;evento</a></p>
<p>Per vedere una sintesi del video del convegno collegarsi al sito: <a href="http://www.veniceontv.com/video/quali-giovani-per-quale-futuro-274.html">http://www.veniceontv.com/video/quali-giovani-per-quale-futuro-274.html</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il 5,5% del valore aggiunto nazionale è prodotto dalle imprese condotte da stranieri</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 09:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 5,5% del valore aggiunto nazionale è prodotto dalle imprese condotte da stranieri Nella regione Toscana e nel settore delle costruzioni dove la componente straniera è più forte Comunicato del 06/04/2012 Le 454mila imprese gestite da stranieri producono quasi 76 miliardi di €, pari al 5,5% dell’intera ricchezza prodotta a livello nazionale. L’edilizia è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 5,5% del valore aggiunto nazionale è prodotto dalle imprese condotte da stranieri</strong></p>
<p><em>Nella regione Toscana e nel settore delle costruzioni dove la componente straniera è più forte</em></p>
<p><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/04/impresa-straniera.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3938" style="margin: 12px;" title="impresa straniera" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/04/impresa-straniera.png" alt="" width="155" height="82" /></a>Comunicato del 06/04/2012</p>
<p>Le 454mila imprese gestite da stranieri producono quasi 76 miliardi di €, pari al 5,5% dell’intera ricchezza prodotta a livello nazionale. L’edilizia è il settore che tra tutti mostra un maggior peso della componente straniera nella creazione del valore aggiunto (il 13,8%) e la Toscana è la prima regione in cui il valore aggiunto prodotto da aziende gestite da stranieri è più elevato che da altre parti (7,7%). Questi alcune stime realizzate dalla Fondazione Leone Moressa sull’apporto economico delle attività imprenditoriali condotte dagli stranieri in Italia.</p>
<p><strong><em>Per regione. </em></strong>In Italia le 454mila imprese condotte da stranieri contribuiscono alla creazione del 5,5% del valore aggiunto nazionale. A livello territoriale si possono identificare delle regioni che più di altre mostrano un “contributo straniero” alla ricchezza prodotta più elevato: si tratta della Toscana con il 7,7% del valore aggiunto prodotto da imprese a conduzione straniera, seguita da Emilia Romagna (6,7%) e Friuli Venezia Giulia (6,4%). Ad eccezione dell’Abruzzo che si colloca in questa classifica al quarto posto a livello nazionale, l’Italia si divide in due: al Centro e al Nord dove il contributo degli immigrati si fa più forte, e al Sud dove l’incidenza del lavoro straniero si arriva appena al 2,5% in regioni quali la Campania e la Basilicata. Complessivamente le imprese condotte da stranieri concorrono alla creazione di un valore aggiunto che si aggira attorno al 76 miliardi di €. Tra tutte le regioni la Lombardia è quella in cui la componente straniera produce in assoluto la maggiore ricchezza in termini di valore aggiunto superando i 18 miliardi di € (quasi un quarto del totale del valore aggiunto prodotto in Italia dalle imprese condotte da stranieri). Segue a ruota il Lazio (con 9 miliardi di €), il Veneto (10,8%) e l’Emilia Romagna (10,7%).</p>
<p><strong><em>Per settore di attività. </em></strong><em>T</em>ra i diversi settori di attività, quello delle costruzioni mostra un maggior contributo degli immigrati alla produzione di valore aggiunto: si tratta del 13,8% di tutta la ricchezza creata dal settore. Segue a ruota il comparto del commercio (con il 10,1% della produzione complessiva), la manifattura (6,6%) e i servizi alle persone (6,3%). Ma sono le aziende che operano nei servizi alle imprese che nel complesso concorrono alla creazione della maggiore ricchezza in termini assoluti: infatti si tratta di quasi 21 miliardi di € (il 27,6% del totale), seguito dai servizi alle persone con 19,7 miliardi di € (26,1%).</p>
<p><strong><em>Per settore di attività e regione. </em></strong>L’apporto delle imprese condotte da stranieri in termini di creazione di valore aggiunto si differenziano tra regione e regione e tra settore e settore. Si può osservare come nelle aree del Nord gli stranieri siano più attivi nel comparto delle costruzioni, mentre nelle aree meridionali si tratta del commercio. Nello specifico le regioni che mostrano il maggior contributo straniero alla creazione di valore aggiunto nell’edilizia sono la Liguria (21,5%), la Toscana (21,3%) e l’Emilia Romagna (21,1%). Per quel che riguarda il commercio è la Calabria la regione in cui il contributo straniero si fa più evidente seguito dalla Sardegna (12,5%). La Toscana si differenzia inoltre per la maggiore partecipazione straniera nella manifattura (15,2%), mentre la Lombardia per i servizi alle imprese (5,9%) e alle persone (9,3%).</p>
<p>“<em>L’iniziativa imprenditoriale degli stranieri</em>” affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa “<em>ricopre un ruolo fondamentale nella creazione della ricchezza nazionale. Le imprese gestite da stranieri assumono personale, pagano le imposte, contribuiscono alla crescita complessiva del sistema nazionale, anche in periodo di crisi. La loro sempre maggiore vivacità fa riflettere sul grado di integrazione degli stranieri nel tessuto economico e sociale, ma deve nel contempo porre l’attenzione sulla necessità di governare adeguatamente il fenomeno: non solo consentendo agli immigrati i medesimi strumenti offerti agli italiani, ma garantendo una concorrenza realmente reale tra tutti i soggetto che operano nel mercato nazionale.</em>”</p>
<p><strong><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/04/Comunicato-stampa_stranieri-e-valore-aggiunto-prodotto.pdf">Scarica il Comunicato stampa: stranieri e valore aggiunto prodotto</a></strong></p>
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		<title>Stranieri a NordEst: un valore economico per la società</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 08:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le 100mila imprese condotte da stranieri producono il 6,4% del Pil Comunicato del 02 aprile 2012 Gli stranieri rappresentano una risorsa per il territorio del NordEst: le quasi 100mila imprese condotte da stranieri producono il 6,4% del Pil del territorio, specie nel settore delle costruzioni dove il peso dell’attività immigrata è del 18,4%. Nel NordEst [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em>Le 100mila imprese condotte da stranieri producono il 6,4% del Pil </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2010/09/Immagine1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3896" style="margin: 12px;" title="Stranieri valore economico" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2010/09/Immagine1.jpg" alt="" width="115" height="122" /></a>Comunicato del 02 aprile 2012</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Gli stranieri rappresentano una risorsa per il territorio del NordEst: le quasi 100mila imprese condotte da stranieri producono il 6,4% del Pil del territorio, specie nel settore delle costruzioni dove il peso dell’attività immigrata è del 18,4%. Nel NordEst si contano complessivamente 581mila occupati (l’11,6% del totale degli occupati) e 70mila disoccupati (il 28,1% del totale dei disoccupati), evidenziando tassi di disoccupazione del 10,7%, più elevati in Friuli V.G. (13,7%) e in Emilia Romagna (11,2%). I dipendenti stranieri hanno una retribuzione mensile inferiore di 255 € rispetto ai colleghi italiani e oltre il 40% delle famiglie straniere vive al di sotto della soglia di povertà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Questi alcuni dei risultati raccolti nel <strong>Rapporto Annuale sull’Economia dell’Immigrazione</strong> realizzato dalla <strong><em>Fondazione Leone Moressa</em></strong> e patrocinato dall’<strong><em>Organizzazione Internazionale per le Migrazioni </em></strong>(OIM) e dal Ministero degli Affari Esteri, presentato oggi 2 Aprile 2012 a Venezia presso la Fondazione Studium Generale Marcianum nel convegno dal titolo “<strong><em>Gli stranieri: quale valore economico per la società?</em></strong>”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Il Valore Aggiunto prodotto dalle imprese condotte da stranieri</strong>. Nel NordEst le quasi 100mila imprese condotte da imprenditori stranieri concorrono alla produzione del 6,4% del Pil complessivo dell’area, per un ammontare di 19 miliardi di €. In Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto la percentuale si stabilizza, rispettivamente, attorno al 6,7%, 6,6% e 6,4%, mentre per il Trentino Alto Adige la cifra di riduce al 5%. Il maggior contributo alla formazione del valore aggiunto è ascrivibile alle imprese che operano nel comparto delle costruzioni, dove le imprese straniere producono il 18,4% della produzione totale del settore, seguito dal commercio (9,6%), dalla manifattura e dai servizi alle persone (7,4%). L’edilizia rimane il comparto prevalente per tutte le regioni nel NordEst sebbene si osservi un contributo straniero del 21,1% in Emilia Romagna e appena dell’11,8% in Trentino Alto Adige.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Gli imprenditori stranieri e le imprese condotte da stranieri</strong>. Il NordEst annovera complessivamente 93.402 imprenditori di origine straniera (il 9,6% del totale) e 99.545 imprese per le quali la partecipazione e la proprietà è detenuta in prevalenza da soggetti stranieri (l’8,3% del totale). In questo Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia mostrano incidenze più elevate delle altre regioni dell’area nordestina, anche se il Veneto registra valori comunque superiori alla media nazionale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Il mercato del lavoro</strong>. Dal 2008 al 2011 si è assistito nel NordEst ad un aumento del tasso di disoccupazione straniero di 2,5 punti percentuali passando dall’8,5% al 10,7% e raggiungendo 70mila immigrati senza lavoro. Questo significa che nel triennio considerato un nuovo disoccupato su quattro a NordEst ha origini straniere. In Friuli Venezia Giulia e in Emilia Romagna si osservano tassi di disoccupazione straniera più elevati (rispettivamente 13,7% e 11,2%) rispetto a Veneto e Trentino Alto Adige (rispettivamente 9,9% e 9,3%). Dal punto di vista dell’occupazione si contano comunque quasi 600mila lavoratori di origine straniera, pari all’11,6% del totale: in questo caso l’Emilia Romagna e il Veneto mostrano incidenze superiori (12,6% e 11,8%).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Retribuzioni, redditi e Irpef pagata</strong>. Un dipendente straniero che lavora nel NordEst guadagna al mese una cifra netta di poco superiore ai 1.000€, 255€ in meno rispetto ai colleghi italiani. Retribuzioni superiori si percepiscono in Friuli Venezia Giulia dove i differenziali salariali con gli italiani si fanno più contenuti. Al fisco nel 2009 i contribuenti nati all’estero hanno dichiarato una cifra di oltre 4,6 miliardi di € in Veneto e di 4,2miliardi di € in Emilia Romagna con redditi procapite che in queste due regioni ammontano, rispettivamente, a 12.881 € e 12.162 €. Di Irpef gli stranieri pagano a testa tra i 2.330 € dell’Emilia Romagna a 2.970 € del Friuli Venezia Giulia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Livelli di povertà</strong>. Il 42,2% delle famiglie straniere vive al di sotto della soglia di povertà contro il 12,6% delle famiglie italiane. Il reddito percepito permette di risparmiare una cifra molto bassa che supera di poco i 600 euro annui. Le entrate provengono per l’84,3% da lavoro dipendente e di queste oltre un quarto viene destinato al pagamento dell’affitto, dal momento che appena il 13,8% delle famiglie è proprietaria dell’abitazione di residenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Una realtà spesso non adeguatamente presa in considerazione. “<em>Questo rapporto fornisce un contributo importante e “accende i riflettori” su quella maggioranza silenziosa di immigrati che contribuisce in modo rilevante al buon funzionamento del paese, della sua economia e dei suoi servizi</em>”, ha sottolineato José Angel Oropeza, Direttore dell’Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell’OIM. “<em>Senza di loro l’intero sistema economico italiano andrebbe incontro a gravi difficoltà: una realtà frequentemente trascurata dai mezzi di informazione, e di conseguenza spesso anche ignorata da parte dell’opinione pubblica. Una realtà ancora più presente nel NordEst, dove la presenza di immigrati lavoratori è particolarmente alta e dove i livelli di integrazione sono tra i più elevati del paese</em>”</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: small;"> <a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/04/Comunicato-Stampa_Stranieri-a-NordEst1.pdf">Comunicato Stampa_Stranieri a NordEst</a></span></strong></span></p>
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		<title>Decreto flussi 2012. 35 mila stagionali e 4mila non stagionali. Domande solo via web</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 14:54:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per approfondire]]></category>

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		<description><![CDATA[Emanata la circolare dei Ministeri dell’interno e del lavoro. Le anticipazioni in attesa della pubblicazione in GU del decreto relativo alla programmazione dei flussi stagionali per l’anno 2012 firmato lo scorso 13 marzo dal Presidente del Consiglio e in questi giorni in corso di registrazione presso la Corte dei conti Comunicato del 22/03/2012 Lavoratori stagionali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Emanata la<strong> circolare dei Ministeri </strong>dell’interno e del lavoro. Le anticipazioni in attesa della pubblicazione in GU del decreto relativo alla programmazione dei flussi stagionali per l’anno 2012 firmato lo scorso 13 marzo dal Presidente del Consiglio e in questi giorni in corso di registrazione presso la Corte dei conti</em></p>
<p><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2011/12/Consiglio-dei-ministri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3549" style="margin: 12px;" title="Consiglio dei ministri" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2011/12/Consiglio-dei-ministri-300x235.jpg" alt="" width="210" height="165" /></a>Comunicato del 22/03/2012</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Lavoratori stagionali</strong>. La circolare congiunta emanata martedì  indica una quota massima di 35.000 ingressi per lavoro stagionale di cittadini non comunitari provenienti da Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Egitto, Repubblica delle Filippine, Gambia, Ghana, India, Kosovo, Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, Marocco, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Ucraina, Tunisia.</span> <span style="font-size: small;">All’interno di questa quota sono anche compresi i lavoratori non comunitari provenienti dai medesimi Paesi che abbiano già fatto ingresso come lavoratori stagionali in Italia per almeno due anni consecutivi e per i quali il datore di lavoro faccia richiesta di nulla osta pluriennale.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: small;"> </span><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: small;"><strong>Lavoratori non stagionali</strong>. Inoltre, come anticipazione della quota massima di ingresso di lavoratori non comunitari per motivi di lavoro non stagionale, la circolare informa che potranno  essere ammessi nell’anno 2012 anche 4.000 cittadini stranieri che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d’origine (ai sensi dell’art 23 del testo unico sull’immigrazione (D.lgs.  n.286 del 1998) e dell’art. 30 Decreto del Presidente della Repubblica n.394 del 1999 e successive modifiche e integrazioni. Questo canale privilegiato per entrare e soggiornare regolarmente in Italia, riguarderà i lavoratori già formati in patria grazie a corsi approvati dai ministeri del Lavoro o dell’istruzione in accordo con gli Paesi di provenienza, e realizzati da enti locali, sindacati, organizzazioni dei datori di lavoro e altre associazioni autorizzate.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Modalità di richiesta</strong>. Le imprese potranno presentare le domande di assunzione solo <strong>via internet</strong>, attraverso il portale del ministero dell’Interno a partire dalle ore 8.00 del giorno successivo alla pubblicazione del decreto. I datori di lavoro dovranno aspettare infatti che il testo arrivi in Gazzetta Ufficiale per far partire le domande di assunzione. Intanto le domande possono già essere prepararle. Per accedere all’area riservata, si dovranno registrare ottenendo in questo modo una password e la possibilità di accedere alla compilazione dei moduli. Per gli stagionali dovranno usare il modulo C “Richiesta di nulla osta al lavoro subordinato stagionale”, per i lavoratori formati in patria il modulo BPS “Richiesta nominativa di nulla osta al lavoro subordinato”, riservata all&#8217;assunzione di lavoratori inseriti nei progetti speciali. Una volta compilati, i moduli dovranno essere salvati nella piattaforma web del Ministero, per poi essere fatti partire dopo la pubblicazione del decreto flussi. Una volta pubblicato il decreto flussi  in Gazzetta Ufficiale, le domande potranno dunque essere inoltrate (dalle ore 8.00 del giorno successivo fino alle ore 24 del 31 dicembre 2012).</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: small;"><strong>Una novità</strong> (introdotto dal decreto per le semplificazioni attraverso l’introduzione del comma 2 bis all’art. 24 del TU) per i lavoratori che sono già stati in Italia lo scorso anno sta nel fatto che se lo Sportello Unico per l’immigrazione non risponde entro venti giorni alla domanda di assunzione dell’impresa, la domanda  si deve intendere accolta e il lavoratore può ottenere subito il visto di ingresso. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: small;"> Scarica <strong><a href="http://www.stranieriinitalia.it/images/decretostagionali21mar2012.pdf" target="_blank">il testo del decreto </a></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: small;">Scarica <strong><a href="http://www.stranieriinitalia.it/images/circolarestagionali21mar2012.pdf" target="_blank">il testo della circolare</a></strong></span></p>
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		<title>Gli stranieri: quale valore economico per la società?</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 09:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati & Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Fondazione Leone Moressa, OIM e Fondazione Studium Generale Marcianum, invitano alla presentazione del Rapporto sull’economia dell’immigrazione 2011 e alla tavola rotonda, che si terranno a Venezia, Lunedì 2 Aprile, presso la Sede della Fondazione Studium Generale Marcianum Parlare e affrontare questioni legate al fenomeno migratorio non può prescindere da considerazioni economiche. L’obiettivo del convegno è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em><strong>Fondazione Leone Moressa</strong>, <strong>OIM</strong> e <strong>Fondazione Studium Generale Marcianum</strong>, invitano alla presentazione del Rapporto sull’economia dell’immigrazione 2011 e alla tavola rotonda, che si terranno a Venezia, Lunedì 2 Aprile, presso la Sede della Fondazione Studium Generale Marcianum</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2010/09/Immagine1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3896" style="margin: 12px;" title="Stranieri valore economico" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2010/09/Immagine1.jpg" alt="" width="115" height="122" /></a></em>Parlare e affrontare questioni legate al fenomeno migratorio non può prescindere da considerazioni economiche. L’obiettivo del convegno è quello di dare spazio al dibattito e alla riflessione sul ruolo economico apportato dagli immigrati al sistema economico nazionale: la sensazione infatti è che nella discussione pubblica gli stranieri non vengano ancora riconosciuti come veri e propri attori di sviluppo economico. Parlare di economia dell’immigrazione significa dotare di indicazioni chiare chi ha responsabilità politiche, allo scopo di agire con decisione e coerenza all’interno di una programmazione di sostegno e di accompagnamento al lavoro degli stranieri che nel nostro Paese vogliono realizzare il proprio sogno di crescita sociale e professionale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">La Fondazione Leone Moressa, in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e la Fondazione Studium Generale Marcianum, con l’ausilio di esperti invitati a discutere sull’argomento, vuole mettere in luce la relazione intercorrente tra immigrazione e sistema economico, una relazione spesso e troppo a lungo trascurata. Questo per tracciare un profilo il più possibile oggettivo del fenomeno dell’immigrazione, affinché questo non faccia parte esclusivamente delle agende politiche sulla sicurezza, ma sia riconosciuto come vero e proprio strumento di sviluppo economico, prosperità e competitività: in sostanza un valore economico per la società.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Durante il convegno verrà presentato il Primo Rapporto Annuale sull’Economia dell’Immigrazione edito da Il Mulino che raccoglie i risultati di studi e ricerche sulle dinamiche economiche, occupazionali e sociali legate ai flussi migratori in Italia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Ore 09.00</strong> Accoglienza e registrazione dei partecipanti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Ore 09.30</strong> Apertura dei lavori</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">- <strong>Mons. Brian Edwin Ferme</strong>, Rettore della Fondazione Studium Generale Marcianum</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>- Daniele Stival</strong>, Assessore ai Flussi Migratori della Regione Veneto</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Ore 09.40</strong> Presentazione dei risultati del Rapporto Annuale</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">- <strong>Valeria Benvenuti</strong>, Ricercatrice della Fondazione Leone Moressa</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Ore 10.00</strong> Tavola rotonda</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">- <strong>Josè Angel Oropeza</strong>, Direttore dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni</span><br />
<span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">- <strong>Sandro Simionato</strong>, Vicesindaco di Venezia e Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Venezia</span><br />
<span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">- <strong>Lino Gottardello</strong>, Segretario Generale Cisl Venezia</span><br />
<span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">- <strong>Alessandro di Paolo</strong>, Docente di Sostenibilità aziendale presso l’Università di Padova e Responsabile del Comitato Scientifico della Summer Ethics Conference dello S.G. Marcianum di Venezia</span><br />
<span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">- <strong>Martino Diez</strong>, Direttore Scientifico della Fondazione Internazionale Oasis</span><br />
<span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">- <strong>Demba Papa Souleymane</strong> Presidente Confesen Confesercenti Senegal</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Ore 11.30</strong> Dibattito</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Ore 12.30</strong> Conclusione</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Conduce</strong> la tavola rotonda: <strong>Stefano Solari</strong>, Direttore Scientifico della Fondazione Leone Moressa e Professore Associato di Economia Politica presso l’Università di Padova</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Il Volume verrà distribuito ai partecipanti fino ad esaurimento copie</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Per i giornalisti verrà predisposta apposita documentazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Scarica <strong><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/03/locandinaFLM-lowres1.pdf">la locandina del convegno</a></strong></span></p>
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		<title>L&#8217;inserimento nei mercati dell&#8217;impresa straniera tipo</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 10:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per approfondire]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Rapporto realizzato dalla Cribis D&#38;B, società del gruppo Crif specializzata nella business information traccia l&#8217;identikit dell&#8217;impresa condotta da stranieri operante in Italia Comunicato del 13/03/2012 A fine 2011 le imprese con titolare straniero attive nel nostro Paese erano oltre 477mila, complessivamente circa il 10% delle imprese attive in Italia. Il 66,6% di esse era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Rapporto realizzato dalla <strong>Cribis D&amp;B</strong>, società del gruppo Crif specializzata nella business information traccia l&#8217;identikit dell&#8217;impresa condotta da stranieri operante in Italia</em></p>
<p><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/03/cribis.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3882" style="margin: 12px;" title="cribis" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/03/cribis-300x225.jpg" alt="" width="210" height="158" /></a>Comunicato del 13/03/2012</p>
<p>A fine 2011 le<strong> imprese con titolare straniero</strong> attive nel nostro Paese erano oltre 477mila, complessivamente circa il 10% delle imprese attive in Italia. Il 66,6% di esse era costituito da <strong>ditte del tipo</strong> individuale, il 17,2% da società di persone e il restante 16,2% da società di capitali.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>distribuzione territoriale</strong>, il 20,3% di queste imprese si trova in Lombardia, il 10,7% in Lazio, il 9,8% in Emilia Romagna, il 9,5% in Veneto, l&#8217;8,4% in Piemonte. Se guardiamo invece al peso che le imprese straniere hanno sul totale, il Friuli Venezia Giulia è la prima regione con un&#8217;incidenza del 12,8%. Seguono Toscana (12,4%), Lombardia (11,2%), Liguria ed Emilia Romagna</p>
<p>Quasi un terzo degli imprenditori stranieri attivi in Italia opera nel <strong>settore</strong> del commercio al dettaglio (30,9%). Seguono in termini di distribuzione, il settore delle costruzioni (26,5%), dei servizi (17,3%), della produzione industriale (9,9%), del commercio all&#8217;ingrosso (6,0%), dei trasporti (3,6%), dei servizi finanziari (3,1%) e l&#8217;agricoltura (2,6%). In termini di incidenza sul totale degli imprenditori attivi, il settore in cui la componente straniera pesa maggiormente è quello dell&#8217;edilizia (15,0%), seguito dal commercio al dettaglio (12,2%) e dal commercio all&#8217;ingrosso (10,2%).</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>volume di fatturato</strong> dell&#8217;impresa straniera tipo, la ricerca ci dice che risulta inferiore ai 100mila euro per il 18,4% delle imprese, compreso tra i 100mila e i 500mila euro per il 41,0% delle imprese tra i 500mila e 1 milione di euro per il 19,2% delle imprese, tra 1 milione e 5 milioni per il 14,9%, tra i 5milioni e i 10 milioni per il 2,0%, mentre in appena il 3,7% dei casi esso supera i 10milioni.</p>
<p>Le imprese straniere si mostrano mediamente più esposte al <strong>rischio </strong>di quelle straniere: una rischiosità media che riguarda il 69,1% dei casi, contro il 45,6% delle imprese con titolare italiano. Anche per quanto riguarda i <strong>tempi di pagamento</strong> le imprese straniere risultano rispetto a quelle italiane maggiormente passibili a cadere in gravi ritardi: il 12,7% contro lo 0,8% di quelle italiane.</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Il comportamento economico delle famiglie straniere</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 09:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati & Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Redditi e retribuzioni]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento economico famiglie straniere]]></category>
		<category><![CDATA[condizione abitativa famiglie straniere]]></category>
		<category><![CDATA[consumi famiglie straniere]]></category>
		<category><![CDATA[elaborazione dati banca d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[povertà famiglie straniere]]></category>
		<category><![CDATA[Redditi famiglie straniere]]></category>
		<category><![CDATA[risparmi famiglie straniere]]></category>

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		<description><![CDATA[Redditi, consumi, risparmi e povertà delle famiglie straniere in Italia nel 2010, Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Banca d’Italia Comunicato del 19 marzo 2012 Perché parlare di comportamento economico. Analizzare il comportamento economico delle famiglie significa studiare la struttura dei redditi, dei consumi e dei risparmi; ma significa anche indagare sui livelli di povertà. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em>Redditi, consumi, risparmi e povertà delle famiglie straniere in Italia nel 2010, Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati <strong>Banca d’Italia</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/03/famiglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3891" style="margin: 12px;" title="famiglia" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/03/famiglia-300x242.jpg" alt="" width="210" height="169" /></a>Comunicato del 19 marzo 2012</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong><em>Perché parlare di comportamento economico</em></strong>. Analizzare il comportamento economico delle famiglie significa studiare la struttura dei redditi, dei consumi e dei risparmi; ma significa anche indagare sui livelli di povertà. E parlare di povertà degli stranieri significa stimolare riflessioni e fornire elementi utili dai quali partire per creare politiche migratorie coerenti con una realtà in continua evoluzione, specie in un periodo di crisi come quello attuale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Scopo di questo studio e quello di approfondire proprio questo aspetto che si rileva di cruciale importanza economia e sociale. Si evidenzia come lo stato di povertà in cui versano molte famiglie straniere indichi chiaramente l’esistenza di una marginalità sociale che non deve essere sottovalutata. La distanza tra famiglie straniere e italiane in relazione all’entità e alla struttura dei redditi e delle forme di risparmio e di investimento, rende evidente l’entità di tali disuguaglianze. La crisi economica in atto, che sta mostrando come gli stranieri siano l’anello debole del mercato del lavoro, rischia di privare gli immigrati dell’unica fonte di reddito su cui le famiglie possono fare affidamento: il reddito da lavoro dipendente. Senza lavoro, oltre a perdere la regolarità del permesso di soggiorno, gli stranieri vedranno peggiorare la propria situazione economica, aggravando il proprio livello di benessere e creando nuova povertà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Partendo dall’indagine della Banca d’Italia sui “Bilanci delle famiglie italiane nell’anno 2010” si è provveduto a fotografare la famiglia straniera sotto l’aspetto economico, prendendo in considerazione una molteplicità di parametri: l’<strong>ammontare del reddito</strong>, del <strong>consumo</strong>, del <strong>risparmio</strong>, il <strong>livello di povertà</strong>, il possesso di <strong>immobili</strong> (in Italia e all’estero), le tipologie più diffuse di risparmio, le caratteristiche dell’abitazione di residenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong><em>Il comportamento economico delle famiglie straniere</em></strong>. Oltre il 40% delle famiglie straniere vive al di sotto della soglia di povertà. A questo dato si perviene analizzando l’ammontare dei redditi familiari: le famiglie straniere possono contare su un reddito medio annuo di 18.674 €, derivante nell’84,3% dei casi da lavoro dipendente. Il consumo annuo, che ammonta a 18.038 € consente alle famiglie di risparmiare appena 636 €: risparmio che non viene però investito in azioni o obbligazioni, ma che viene depositato in banca, i cui conti correnti mostrano un saldo medio di 5.276 € per famiglia. Le famiglie straniere vivono in affitto in abitazioni medio-piccole (71 mq) e spendendo di canone di locazione oltre un quarto del proprio reddito disponibile. Appena il 23,8% delle famiglie straniere è proprietaria di immobili, di cui 9,5% localizzati all’estero.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> Queste le informazioni più rilevanti che riguardano il comportamento economico delle famiglie straniere. Ma per capire in realtà il livello di disagio economico occorre mettere in relazione le caratteristiche delle famiglie straniere con quelle italiane. Questa operazione permette di misurare il grado <strong>disuguaglianza</strong> che si esprime con i numeri dell’economia e che trova la sua traduzione nell’analisi delle dinamiche sul piano sociale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/03/Comportamento-economico-delle-famiglie-straniere.pdf">SCARICA LO STUDIO COMPLETO</a></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong><br />
</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mille i casi di discriminazione segnalati all&#8217;Unar nel 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 09:07:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per approfondire]]></category>

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		<description><![CDATA[La settimana scorsa è stata presentata al Parlamento la Relazione sulla parità di trattamento e la xenofobia e discriminazione in Italia 2011, curata dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali Comunicato 13/03/2012 Secondo le informazioni diffuse dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio, sono in aumento gli episodi di discriminazione e di razzismo nel nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em>La settimana scorsa è stata presentata al Parlamento la <strong>Relazione sulla parità di trattamento e la xenofobia e discriminazione in Italia 2011</strong>, curata dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali<br />
</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2011/12/unar1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3554" style="margin: 12px;" title="unar" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2011/12/unar1-259x300.jpg" alt="" width="181" height="210" /></a>Comunicato 13/03/2012<br />
</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> Secondo le informazioni diffuse dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio, sono in aumento gli episodi di discriminazione e di razzismo nel nostro Paese. In un solo anno, sono giunte all&#8217;Unar più di mille <strong>segnalazioni</strong>, trte quarti delle quali sono state ritenute &#8220;pertinenti&#8221; dopo le opportune verifiche. Sono in particolare i canali dell&#8217;informazione pubblica e il mercato del lavoro gli ambiti in cui più sono frequenti tali episodi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Prendendo a riferimento l&#8217;attività condotta dall&#8217;Unar, emerge una forte crescita delle istruttorie relative agli eventi di discriminazione: dalle 766 del 2010 si è passati alle 1.000 del 2011. Le 799 <strong>istruttorie</strong> giudicate<strong> &#8220;pertinenti</strong>&#8221; sono state 259  in più rispetto all’anno passato. Calano invece le richieste di informazione (da 90 a 64), ma aumentano di quasi due volte le chiamate per altri motivi (da 89 a 154 nel 2011). Nel complesso poi le <strong>visite</strong> al <a href="http://www.unar.it" target="_blank"><strong>sito web dell&#8217;Unar</strong>,</a> attivo dal 15 marzo del 2010, sono state quasi ventimila nel 2011,  una cifra quasi doppia rispetto a quella dell’anno precedente. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Quanto alla <strong>distribuzione regionale</strong> delle segnalazioni: nel 2011 il 21% dei casi di discriminazione è avvenuto in Lombardia, il 19% proviene dal Lazio. Seguono in ordine Veneto, Emilia Romagna e Toscana, rispettivamente con il 12,2%, il 10,4% e il 10,8% delle segnalazioni pertinenti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il <a href="http://www.unar.it">sito dell&#8217;Unar</a></span></p>
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		<title>Per gli italiani l&#8217;immigrato non rappresenta più un pericolo</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 11:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per approfondire]]></category>

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		<description><![CDATA[Cala la paura nello straniero: il 61% degli italiani non vede nello straniero una minaccia. Lo studio di Demos Comunicato del 09/03/2012 Cresce in Italia l’insicurezza legata alla criminalità: quasi un cittadino su due si dice insicuro sotto questo aspetto. Lo attesta il quinto “Rapporto annuale dell’Osservatorio Europeo sulla sicurezza” realizzato da Demos, Osservatorio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em>Cala la paura nello straniero: il 61% degli italiani non vede nello straniero una minaccia. Lo studio di <strong>Demos</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/03/demos.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3877" title="demos" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/03/demos.jpg" alt="" width="179" height="168" /></a>Comunicato del 09/03/2012</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Cresce in Italia l’insicurezza legata alla <strong>criminalità</strong>: quasi un cittadino su due si dice insicuro sotto questo aspetto. Lo attesta il quinto “<em><strong>Rapporto annuale dell’Osservatorio Europeo sulla sicurezza</strong></em>” realizzato da Demos, Osservatorio di Pavia e Fondazione Unipolis, e presentato mercoledì a Roma. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Secondo il rapporto, nella <strong>“scala delle insicurezze”</strong>, quella legata alla criminalità arriva dopo “l’insicurezza globale” (76) e quella economica (73). Il valore percentuale è comunque alto (43%) e in crescita di 10 punti rispetto al 2010, tornando ai livelli del 2007. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">È calata notevolmente, invece, la <strong>“paura dello straniero”</strong>. Il 29% accomuna l’immigrazione alla criminalità, contro il 51% del 2007, il 39% del 2008 e il 37% del 2009. allo stesso tempo, l’immigrato non è visto più come una minaccia per l’occupazione: il dato si ferma al 29% contro il 37% del 2007, il 31% del 2008 e il 35% del 2009.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">In generale, il 61% degli <strong>intervistati</strong> non vede nello straniero una minaccia. Questo soprattutto tra persone che lavorano in un ambito in cui è meno forte la componente straniera: tra i liberi professionisti (76%), gli studenti (63%), tecnici, impiegati, dirigenti e funzionari (69%). Chi invece guarda l’immigrato con sospetto è perlopiù anziano (47%), casalinga (49%), disoccupato (48%), pensionato (46%). Più apprensivi sono i residenti a Nordest (44%), con punte del 55% e del 51% tra gli elettori rispettivamente della lega Nord e del Pdl.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Fonte: Affaritaliani.it<br />
</span></p>
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