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	<title>Fondazione Leone Moressa</title>
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		<title>L&#8217;occupazione straniera resiste alla crisi nella piccola impresa</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 08:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati & Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Aumentano i lavoratori stranieri (+0,8%) nonostante il calo complessivo dell&#8217;occupazione (-1,3%). Maggiori possibilità di impiego nelle imprese del Centro Italia e nel settore dei servizi alle persone Comunicato del 20/02/2012 L’occupazione straniera nelle piccole imprese italiane fa registrare nel 2° semestre 2011 un aumento del +0,8% rispetto al semestre precedente. Positivo l’andamento in tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Aumentano i lavoratori stranieri (+0,8%) nonostante il calo complessivo dell&#8217;occupazione (-1,3%). Maggiori possibilità di impiego nelle imprese del Centro Italia e nel settore dei servizi alle persone</em></p>
<p><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/02/lavoratori-stranieri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3798" style="margin: 12px;" title="lavoratori stranieri" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/02/lavoratori-stranieri.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a><em>Comunicato del 20/02/2012</em></p>
<p style="text-align: justify;">L’occupazione straniera nelle piccole imprese italiane fa registrare nel 2° semestre 2011 un aumento del +0,8% rispetto al semestre precedente. Positivo l’andamento in tutti i settori, fatta eccezione per l’edilizia che fa registrare un calo del -0,6%. Per la prima metà dell’anno si prevede una crescita ulteriore del +2,0%, principalmente nel settore dei servizi alle persone (+5,2%). Un mercato del lavoro, quello straniero, composto principalmente da lavoratori provenienti dall’Est Europa (primo paese di provenienza la Romania, secondo l’Albania), impiegati come operai generici e reclutati dalle imprese per supplire alla mancanza di manodopera locale. Questi i principali risultati di un’indagine condotta dalla Fondazione Leone Moressa su un panel di 800 imprese italiane con meno di 20 addetti, che analizza le caratteristiche del mercato del lavoro straniero, evidenziandone le trasformazioni congiunturali in corso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Andamento occupazionale degli stranieri nelle piccole imprese italiane.  </strong>Le variazioni percentuali dell’occupazione straniera nella seconda parte del 2011 mostrano una ripresa nell’ordine del +0,8%, a fronte di un calo complessivo del numero di lavoratori in queste aziende del -1,3%. Si osserva un aumento maggiore degli addetti stranieri sia nelle aree del Centro (+2,6%) che del Nord (+0,5%), mentre al Sud la situazione rimane invariata. In merito alla prima parte del 2012 si prevede un ulteriore incremento del numero di occupati immigrati sull’ordine del +2,0%, in particolare per le imprese del Centro (+3,1%) e del Sud Italia (+2,5%). Nel Nord Italia si prevede una crescita più contenuta, del +1,4%. I servizi alle persone e alle imprese sono i settori che hanno evidenziato nella seconda parte del 2011 un progresso migliore in termini occupazionali rispetto alla manifattura e soprattutto rispetto all’edilizia, unico settore in cui sono diminuiti i lavoratori stranieri: infatti se nei primi tre comparti la crescita è stata, rispettivamente, del +2,7%, del +1,8% e del +0,7%, per l’edilizia si tratta di un calo dello -0,6%, Per la prima parte del 2012 si stima un andamento crescente comune a tutti i settori. L’aumento maggiore riguarderà i servizi alle persone (+5,2%) e la manifattura (+2,4%), più contenuta invece quella degli altri comparti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Struttura occupazionale.  </strong>In termini di numerosità, su 10 stranieri occupati nella piccola impresa italiana, 4 lavorano nel settore della manifattura e 3 nell’edilizia. Nel settore dei servizi alle imprese è impiegato il 15,8% del totale dei lavoratori stranieri, e in quello dei servizi alle persone il 14,6%. Su 100 imprese di piccola dimensione, quasi 20 contano tra i loro addetti lavoratori immigrati: in questo senso, nell’edilizia e nella manifattura si registrano rispettivamente il 27,0% e il 22,4% delle imprese che danno lavoro ad almeno un lavoratore straniero. Infine, si calcola che su 100 lavoratori occupati nelle piccole imprese italiane che annoverano personale immigrato, il 24,3% è straniero. Se nella manifattura, i lavoratori stranieri pesano per il 22,7% del totale, nell’edilizia si arriva addirittura al 26,5%. La presenza femminile straniera è più marcata nel comparto del terziario, in particolare nei servizi alle persone e alle imprese, settori in cui rispettivamente il 29,1% e il 14,3% del totale degli addetti sono lavoratrici straniere. Sul totale delle donne immigrate quasi il 44% lavora nei servizi alle persone e il 33,3% in quelli alle imprese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le tipologie contrattuali</strong>. Per quanto riguarda i contratti di lavoro in essere, la gran parte degli stranieri (76,8%) è inquadrata con contratti di lavoro a tempo indeterminato. Più limitato è l’impiego di contratti a termine, come l’apprendistato (10,4%), il tempo determinato (6,2%), il lavoro interinale (4,2%) e la collaborazione a progetto (2,4%). Per le future assunzioni però, gli imprenditori preferiranno inquadrare i nuovi assunti stranieri con forme contrattuali a termine rispetto al cosiddetto posto fisso: il 20,7% di essi ricorrerà al tempo determinato e il 34,5% ad altri contratti di lavoro a termine, mentre il restante 44,8% lo farà con la formula del tempo indeterminato.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Identikit dei lavoratori stranieri.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Provenienza</em></strong><em>.</em> I lavoratori stranieri attualmente occupati nelle piccole imprese provengono principalmente da paesi europei non comunitari (34,6%), come Albania (15,7%) e Moldavia (4,0%), e da paesi africani (30,1%), specie dalla Marocco (12,1%). Un altro 20,7% dei lavoratori stranieri proviene invece da paesi dell’Unione Europea, quasi esclusivamente dalla Romania (19,0%). Seguono gli asiatici, in particolare dall’India (4,6%) e gli americani.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Qualifica ed esperienza richiesta</em></strong>. Gli stranieri occupati nelle piccole imprese ricoprono nella maggior parte dei casi posizioni da operaio generico (60,6%), nel 37,0% posizioni da operaio specializzato, mentre in appena Il 2,4% posizioni da impiegato. A questi lavoratori, non viene richiesta un’esperienza lavorativa particolare: il 53,5% degli imprenditori intervistati ricerca lavoratori stranieri con esperienza lavorativa generica e il 10,4%, nessuna esperienza lavorativa particolare. Solo il 36,1% di essi richiede ai lavoratori stranieri esperienza nel settore d’impiego.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Incontro domanda e offerta di lavoro.  </strong>Imprenditori e lavoratori stranieri instaurano il rapporto di lavoro principalmente in seguito ad un contatto diretto (50,7%). La segnalazione di persone terze (23,3%) e l’intermediazione di agenzie per l’impiego e del volontariato (23,3%) sono percorsi anch’essi praticati, ma un po’ meno frequentemente. La maggior parte degli imprenditori (41,7%) assume stranieri per la difficoltà di trovare manodopera locale da impiegare nella propria impresa; il 21,1% perché accettano mansioni meno qualificate e più pesanti, il 13,7% perché accettano di lavorare al di fuori del consueto orario di lavoro e il 6,2% perché sono disposti a lavorare per buste paga più snelle rispetto a quelle dei colleghi italiani. L’11,3% infine, si rivolge a lavoratori immigrati perché li considera più seri ed affidabili. Per le mansioni che svolgono, quasi la metà degli imprenditori richiede ai lavoratori stranieri una conoscenza approfondita della lingua italiana (48,9%), il 48,6% si accontenta di un livello di conoscenza minimo, mentre appena il 2,5% è indifferente al fatto che i lavoratori la conoscano. Il 52,2% dei piccoli imprenditori versa gli stipendi dei lavoratori stranieri su conto corrente, il 34,4% salda i crediti tramite assegno mentre il 13,4% dei pagamenti avviene in contanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/02/Osservatorio-occupazione-straniera-nelle-PI-italiane-2°sem-2011.pdf">Scarica l&#8217;Osservatorio occupazione straniera nelle PI italiane 2°sem 2011</a></p>
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		<title>Il posto fisso? E&#8217; dei giovani stranieri e non degli italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 10:06:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ma c’è il rovescio della medaglia: i giovani stranieri sono pagati di meno e lavorano in orari più disagiati. Veneto e Marche le regioni dove essi soffrono di più la crisi Comunicato del 14/02/2012 La precarietà sembra solo sfiorare i giovani stranieri che sono inquadrati con contratti più stabili rispetto ai propri coetanei italiani, lavorano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Ma c’è il rovescio della medaglia: i giovani stranieri sono pagati di meno e lavorano in orari più disagiati. </em><em>Veneto e Marche le regioni dove essi soffrono di più la crisi</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/02/giovani-stranieri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3788" style="margin: 12px;" title="giovani stranieri" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/02/giovani-stranieri.jpg" alt="" width="139" height="92" /></a>Comunicato del 14/02/2012</em></p>
<p style="text-align: justify;">La precarietà sembra solo sfiorare i giovani stranieri che sono inquadrati con contratti più stabili rispetto ai propri coetanei italiani, lavorano di più ma sono pagati di meno. Sono disposti a lavorare in orari più disagiati (specie di sera), svolgono mansioni non adeguate al proprio titolo di studio (sono cioè sottoinquadrati), sono in prevalenza operai, e se disoccupati trovano lavoro prima. Questi alcuni dei risultati di uno studio condotto dalla Fondazione Leone Moressa che ha confrontato la struttura occupazionale dei giovani stranieri con quelle dei giovani italiani in età compresa tra i 15 e i 30 anni nel primo semestre 2011.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La presenza dei giovani stranieri nel mercato del lavoro. </strong>In Italia si contano 455mila giovani stranieri occupati e quasi 95mila disoccupati. Questo permette di calcolare un tasso di occupazione giovanile straniero del 44,5%, superiore di gran lunga rispetto a quello dei giovani italiani (32,5%) e un tasso di disoccupazione del 17,2% inferiore (anche se di poco) a quello dei coetanei italiani (20,4%). Ma nel territorio nazionale si evidenziano caratteristiche occupazionali diverse, a causa principalmente della crisi in atto: in molte delle regioni del Nord e in alcune del Centro infatti si evidenziano livelli di disoccupazione più elevate tra i giovani stranieri che tra i giovani italiani. In Veneto, ad esempio, se per i giovani italiani under 30 il tasso di disoccupazione si attesta al 10,7% per gli stranieri si osserva il 19,9%; in maniera molto simile nelle Marche dove si tratta di un 12,9% degli italiani e del 22,2% degli stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La struttura occupazionale dei giovani lavoratori stranieri</strong>. I giovani lavoratori stranieri sono inquadrati più degli italiani con contratti di lavoro stabili: infatti su 100 stranieri occupati, appena 26 ha un contratto di lavoro atipico (cioè a tempo determinato o di collaborazione), mentre per gli italiani si tratta di 33. Il contratto a tempo indeterminato è più frequente tra i lavoratori stranieri dal momento che il 64% di essi dimostra di avere il posto fisso, dieci punti in meno rispetto agli italiani (53,3%). Gli stranieri in oltre l’80% dei casi ricoprono professioni da operaio (si tratta della metà per gli italiani) e guadagnano 939 € netti al mese, 70€ in meno dei coetanei italiani. Nella maggior parte dei casi (64,4%) essi ricoprono professioni di media specializzazione, e quasi il 30% ricopre professioni non qualificate; inoltre gli stranieri mostrano un livello di scolarizzazione più basso rispetto ai giovani italiani (il 48,3% di essi ha al massimo la licenza media). In media gli stranieri rimangono senza lavoro per un anno (12,3 mesi), cinque in mesi in meno rispetto agli italiani (17,3 mesi).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La qualità del lavoro giovanile.</strong> Pur mostrando livelli di istruzione medio-bassi, i giovani stranieri, molto più degli italiani, possiedono titoli di studio più elevati rispetto a quelli prevalentemente richiesti dal mercato del lavoro per svolgere quella professione. In particolare il 36,0% dei giovani stranieri è sottoinquadrato, mentre per gli italiani la quota scende al 27,7%. Lavorare in orari disagiati è comune a molti giovani stranieri: si calcola come quasi la metà dei giovani (questo riguarda comunque sia italiani che stranieri) abbia lavorato almeno una volta tra notte, sera, sabato o domenica. Alcune peculiarità si osservano invece in merito al luogo abituale di lavoro dei giovani occupati: gli stranieri, più degli italiani, lavorano vicino a casa, ossia nel proprio comune di residenza (64,7% vs 53,7%).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La provenienza dei giovani occupati stranieri</strong>. Quasi un terzo dei giovani occupati stranieri è rumeno, seguiti da albanesi (16,6%), marocchini (6,1%) e moldavi (3,5%). Complessivamente i primi 10 Paesi di provenienza più numerosi coprono il 74,2% di tutte le nazionalità rappresentate nel ventaglio etnico del mercato del lavoro giovanile.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“I giovani stranieri mostrano comportamenti occupazionali diversi rispetto ai giovani italiani. La necessità di avere un lavoro per rinnovare il permesso di soggiorno, la mancanza di sostegno da parte della rete parentale e il disagio economico” &#8211; </em>affermano di ricercatori della Fondazione Leone Moressa – “<em>portano i giovani stranieri ad affacciarsi prima degli italiani nel mercato del lavoro, accettando stipendi più bassi ma sicuri, mansioni meno qualificate e lavori in orari anche disagiati. Sebbene la crisi abbia colpito di più proprio dove la presenza straniera è maggiore (come al Nord), i giovani immigrati possono però contare su contratti più stabili, soddisfacendo ad una domanda di lavoro dal basso profilo che continua ad essere espressa dal sistema produttivo, economico e sociale”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/02/Comunicato-stampa_il-posto-fisso-è-dei-giovani-stranieri.pdf">Scarica le tabelle</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/02/I-giovani-occupati-stranieri-e-italiani-a-confronto.pdf">Scarica lo studio completo: I giovani occupati stranieri e italiani a confronto</a></em></p>
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		<title>Mercato del lavoro. L&#8217;effetto sostituzione degli stranieri</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 08:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati & Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Indicatori Statistici]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Esiste un effetto sostituzione dei lavoratori stranieri a quelli italiani? L&#8217;analisi della Fondazione della presenza degli stranieri nei settori di attività e nelle professioni Comunicato del 06/02/2012 Dinamiche occupazionali. Dal 2007 al 2010 la presenza di manodopera straniera nel mercato del lavoro nazionale si è fatta sempre più evidente: da 1,5 milioni di occupati di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em>Esiste un <strong>effetto sostituzione</strong> dei lavoratori stranieri a quelli italiani? L&#8217;analisi della Fondazione della presenza degli stranieri nei settori di attività e nelle professioni</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/02/stranieri-cucina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3780" style="margin: 12px;" title="stranieri cucina" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/02/stranieri-cucina.jpg" alt="" width="196" height="130" /></a>Comunicato del 06/02/2012</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Dinamiche occupazionali</strong>. Dal 2007 al 2010 la presenza di manodopera straniera nel mercato del lavoro nazionale si è fatta sempre più evidente: da 1,5 milioni di occupati di nazionalità straniera si è passati a poco più di due milioni. Questo ha inoltre determinato nel medesimo periodo di tempo un aumento del peso della componente straniera che dal 6,5% ha raggiunto il 9,1% del totale dei lavoratori in Italia. In termini di variazioni percentuali, se l’occupazione degli italiani è calata del -4,3% (pari a quasi un milione di unità in meno), gli stranieri sono invece aumentati con un ritmo del 38,5% (+578 mila persone).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> <strong>Per settore di attività</strong>. L’occupazione straniera si distribuisce in tre settori principali: i servizi sociali e alla persona (in cui si concentra il 24,7% del totale dell’occupazione straniera), le costruzioni (16,7%) e la manifattura (19,4%). Ma sono i primi due i settori nel quale la presenza di stranieri si fa più evidente: infatti se nei servizi sociali e alla persona su cento occupati quasi 30 sono immigrati, nelle costruzioni si tratta di 18 persone. Anche il settore degli alberghi e della ristorazione mostra una preferenza nell’assunzione di manodopera straniera, dal momento che il 15,8% di tutti gli occupati in questo settore è straniero, quando in media a livello nazionale si contano 9,1 stranieri su cento lavoratori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> <strong>Per professione ricoperta</strong>. Gli stranieri sono occupati prevalentemente in lavori dalla media e bassa qualifica. In particolare oltre un terzo degli immigrati (37,7%) è occupato in professioni non qualificate, anche considerando il fatto che su 100 occupati con queste caratteristiche 33 sono stranieri. Il 28,3% degli stranieri ricopre funzioni da operaio specializzato e il 14,5% è un professionista qualificato. Dal 2007 al 2010 il numero di stranieri è cresciuto maggiormente proprio tra le professioni meno qualificate, dal momento che si contano 356mila immigrati in più in questa professione e 33mila italiani in meno. Un vero e proprio effetto sostituzione si è verificato nelle fila degli artigiani e degli operai specializzati dove a fronte di una riduzione di 174mila italiani, la crescita degli immigrati è stata di 132mila unità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">&#8230;<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Effetto sostituzione</strong>. In quasi tutte le 25 professioni qui considerate si osserva un avvicendamento tra manodopera italiana e straniera tra il 2007 e il 2010. Sembra infatti che molte professioni “manuali” siano state “snobbate” dagli italiani, che hanno lasciato progressivamente il posto agli stranieri. In molte categorie professionali si è infatti assistito ad un vero e proprio effetto sostituzione. L’intensità però di tale sostituzione non è però univoca. Per alcune professioni si osserva un “<strong><em>over sostituzione</em></strong>”, ossia i nuovi ingressi di stranieri hanno di gran lunga superato gli abbandoni degli italiani: si tratta in questo caso di categorie professionali legate alla ristorazione (cuochi, camerieri, baristi), ai lavori non qualificati nell’industria e alle figure di saldatori, montatori e lattonieri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">&#8230;<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/02/Occupazione-straniera-per-settori-e-professione.pdf">SCARICA LO STUDIO COMPLETO</a></strong></span></p>
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		<title>Social card anche per stranieri</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per approfondire]]></category>

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		<description><![CDATA[L’accesso allo strumento di sostegno ai redditi più bassi viene esteso tramite decreto anche agli stranieri, a differenza di quanto avveniva per lo strumento introdotto nel 2008 Comunicato del 31/01/2012 Il decreto legge sulle semplificazioni approvato venerdì in Consiglio dei Ministri prevede una sperimentazione di un anno nei Comuni con oltre 250mila abitanti, mettendo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em>L’accesso allo strumento di sostegno ai <strong>redditi</strong> più <strong>bassi</strong> viene esteso tramite decreto anche agli stranieri, a differenza di quanto avveniva per lo strumento introdotto nel 2008</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em> <a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/01/socialcard2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3776" style="margin: 12px;" title="socialcard2" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/01/socialcard2.jpg" alt="" width="194" height="194" /></a>Comunicato del 31/01/2012</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Il <strong>decreto legge sulle semplificazioni</strong> approvato venerdì in Consiglio dei Ministri prevede una sperimentazione di un anno nei Comuni con oltre 250mila abitanti, mettendo a disposizione degli stranieri più bisognosi uno <strong>stanziamento</strong> di 50 milioni di euro da caricare sulle loro carte prepagate.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">La norma rimedia alla <strong>discriminazione</strong> portata dal decreto varato nel 2008, che riservava la social card solo a cittadini italiani. La nuova social card sarà destinata anche a cittadini comunitari ed extracomunitari titolari di un permesso per soggiornanti di lungo periodo. Il governo eviterà così una p<strong>rocedura di infrazione</strong> minacciata dall’Ue allo Stato italiano, visto che nelle prestazioni sociali i cittadini di altri Stati membri vanno equiparati agli italiani, così come i titolari di carta di soggiorno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Prima che parta la <strong>sperimentazione</strong> nei grandi Comuni passerà sicuramente del tempo. Dopo l’entrata in vigore del decreto-legge sulle semplificazioni, i ministeri del Lavoro e dell’Economia avranno tre mesi per definire <strong>i criteri</strong> per l’assegnazione e dell’importo della carta. L&#8217;<strong>importo</strong> accreditato su ogni carta varierà “in funzione del nucleo familiare e del costo della vita nei comuni coinvolti dalla sperimentazione”. Saranno poi i <strong>Comuni</strong> a distribuirla, dopo aver identificato i beneficiari.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>“L’impresa in regola”, guida pratica per imprenditori immigrati</title>
		<link>http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/2012/01/%e2%80%9cl%e2%80%99impresa-in-regola%e2%80%9d-guida-pratica-per-imprenditori-immigrati/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per approfondire]]></category>

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		<description><![CDATA[La Prefettura di Firenze in collaborazione con la Camera di commercio di Firenze, ha presentato ieri la seconda edizione dell’utile volume “L’impresa in regola, vantaggi e opportunità” 31/01/2012 Il volume, presentato ieri  presso la Prefettura di Firenze, nell’ambito del consiglio territoriale per l’immigrazione, è stato realizzato allo scopo di aiutare gli stranieri a fare impresa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em>La Prefettura di Firenze in collaborazione con la  Camera di commercio di Firenze, ha presentato ieri la <strong>seconda edizione </strong>dell’utile volume “L’impresa in regola, vantaggi e opportunità”</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/01/guida_imprenditori_stranieri-.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3773" style="margin: 12px;" title="guida_imprenditori_stranieri-" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/01/guida_imprenditori_stranieri-.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>31/01/2012</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Il volume</strong>, presentato ieri  presso la Prefettura di Firenze, nell’ambito del consiglio territoriale per l’immigrazione, è stato realizzato allo <strong>scopo</strong> di aiutare gli stranieri a fare impresa nel rispetto delle regole e prospettare loro il senso e la convenienza di rispettare le regole, i diritti e i doveri dell’imprenditore e dei lavoratori, in modo tale da avere accesso a forme di tutela previdenziale e pensionistica e di avvalersi di agevolazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">All’elaborazione della guida<strong> hanno partecipato </strong>anche Agenzia delle entrate, Direzione provinciale del lavoro, Inps, Azienda sanitaria di Firenze, insieme a professionisti e consulenti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Questa seconda edizione del volume ha voluto approfondire due t<strong>ipologie lavorative</strong> specifiche, quelle di parrucchiere e di estetista, perché richiedono particolari requisiti igienico-sanitari e l’utilizzo di strumenti e prodotti cosmetici, alla sicurezza dei quali, infatti, è dedicato un intero capitolo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">L’attenzione si sofferma poi sulla regolarità di strumenti di precisione e bilance, usati in tanti e<strong>sercizi commerciali,</strong> che per legge devono essere sottoposti a verifiche periodiche. Infine un focus sulla <strong>vendita in internet</strong> di merce contraffatta, che aggira le norme del commercio elettronico proponendo prodotti potenzialmente dannosi per la salute del consumatore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Scarica il la <strong><a href="http://www.immigrazione.regione.toscana.it/lenya/paesi/live/enti/cti/ctifi/notizie/18gennaio2012ter/Impresainregola2012.pdf" target="_blank">guida &#8220;Impresa in regola&#8221;</a></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Per maggiori informazioni, si consigla di visitare il sito della <strong><a href="http://www.fi.camcom.it/" target="_blank">Camera di Commercio di FIrenze</a></strong><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Immigrazione e contesti locali. Annuario 2010</title>
		<link>http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/2012/01/immigrazione-e-contesti-locali-annuario-2010/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 10:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri in biblioteca]]></category>

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		<description><![CDATA[L’annuario del CIRMIB (Centro Interuniversitario di ricerca sulle migrazioni di Brescia) giunge nel 2011 alla sua terza edizione 31/01/2012 La pubblicazione a cura di Elena Besozzi, docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università Cattolica di Milano e direttrice del CIRMIB, riporta i risultati degli studi svolti dal Centro di ricerca nell’ultimo anno sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em>L’annuario del CIRMIB (Centro Interuniversitario di ricerca sulle migrazioni di Brescia) giunge nel 2011 alla sua <strong>terza edizione</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em> <a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/01/immigrazione-e-contesti-localiu-e1328007210196.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3767" style="margin: 12px;" title="immigrazione e contesti localiu" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/01/immigrazione-e-contesti-localiu-e1328007210196-212x300.jpg" alt="" width="170" height="240" /></a>31/01/2012</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> La pubblicazione a cura di Elena Besozzi, docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università Cattolica di Milano e direttrice del CIRMIB, riporta i risultati degli studi svolti dal Centro di ricerca nell’ultimo anno sulla realtà dell’immigrazione a Brescia e provincia. Una ricerca, che indaga gli aspetti strutturali e processuali del fenomeno, considerandone le dinamiche e gli aspetti più significativi, sia attraverso il ricorso a dati statistici sia mediante attività di ricerca di tipo più qualitativo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Attraverso questa pubblicazione, il CIRMIB intende portare avanti un’attenta e documentata riflessione, a più livelli, sulla realtà migratoria nel territorio bresciano, mettendo però in evidenza alcune questioni rilevanti anche per il resto del Paese, come il problema della disoccupazione in questi anni di crisi e quello della discriminazione nell’accesso ai servizi e nell’esercizio dei diritti di cittadinanza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Dopo una prima lettura della presenza degli immigrati stranieri e degli alunni stranieri nel bresciano in base ai dati statistici forniti dall’ORIM (Osservatorio Regionale per l’Integrazione e la Multietnicità della Regione Lombardia), il volume si articola in diversi capitoli che indagano in profondità le diverse sfaccettature di un fenomeno inserito in un contesto locale ben preciso che viene raccontato attraverso esperienze concrete che ne evidenziano i processi di trasformazione in corso. I temi trattati vanno dal generico rapporto degli immigrati con il diritto alla previdenza e all’assistenza, all’istruzione, alla salute e all’alloggio, fino alle particolari esperienze di convivenza ed integrazione realizzate sul territorio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> INDICE</span></strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">INTRODUZIONE</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> <em>di Elena Besozzi</em></span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">PARTE      PRIMA. Il fenomeno migratorio 2009: Uno sguardo d’insieme</span></li>
</ul>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">L’immigrazione      straniera nella provincia di Brescia. Anno 2009</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> <em>di Alessio Menonna e Marta Blangiardo</em></span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">La      presenza di alunni stranieri nell’istruzione e nella formazione      professionale a Brescia </span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> <em>di Emanuela Rinaldi</em></span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">PARTE      SECONDA. Diritti e istituzioni locali: idee per un dibattito</span></li>
</ul>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Ripartire      da Adro. La solidarietà nella “comunità globale” tra servizi e diritti </span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em> di Maddalena Colombo</em></span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">L’accesso      degli stranieri alle prestazioni sociali nei contesti locali: una lettura      giuridica</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em> di Fabio Ravelli</em></span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">La      periferia bresciana e l’immigrazione</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em> di Enrico Tacchi</em></span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">PARTE      TERZA. Riflessioni sui dati di ricerca</span></li>
</ul>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Analisi      sociale del territorio e formazione al dialogo interculturale: Note da un’esperienza</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em> di Valerio Corradi</em></span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">L’accoglienza      dei richiedenti asilo in Italia e nella realtà bresciana</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> <em>di Chiara Cristofori</em></span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Il      front office dell’Agenzia delle Entrate incontra il contribuente      straniero: contesti, percezioni e progetti</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> <em>di Tiziana Ragusa</em></span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">L’integrazione      della popolazione straniera nelle aree rurali lombarde. Il caso degli      indiani  panjabi</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em> di Francesca Peano Covasola</em></span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Diritti      sociali negati. Un’indagine sulle ordinanze comunali</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> <em>di Alessia Usai</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Visualizza e scarica il&#8217;<strong><a href="http://centridiricerca.unicatt.it/cirmib_Annuario_CIRMiB-2010.pdf" target="_blank">Annuario CIRMIB 2010</a></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Per maggiori informazioni, si consiglia di visitare il <strong><a href="http://centridiricerca.unicatt.it/cirmib" target="_blank">sito del CIRMIB</a></strong><em><strong><br />
</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La crisi non ferma l’assunzione delle badanti: in 10 anni stranieri quintuplicati</title>
		<link>http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/2012/01/la-crisi-non-ferma-l%e2%80%99assunzione-delle-badanti-in-10-anni-stranieri-quintuplicati/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati & Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Straniera, 41 anni, 28 ore di lavoro alla settimana, guadagno annuo di 5.828 € è l’identikit della badante. Roma, Milano e Torino in testa alla classifica per numero di badanti Comunicato del 27 gennaio 2012 La richiesta di badanti non si ferma neppure di fronte alla crisi: dal 2001 il numero di lavoratori domestici stranieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em>Straniera, 41 anni, 28 ore di lavoro alla settimana, guadagno annuo di 5.828 € è l’identikit della badante. Roma, Milano e Torino in testa alla classifica per numero di badanti</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2011/03/badante.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1560" style="margin: 12px;" title="badante" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2011/03/badante.jpg" alt="" width="216" height="166" /></a>Comunicato del 27 gennaio 2012</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">La richiesta di badanti non si ferma neppure di fronte alla crisi: dal 2001 il numero di lavoratori domestici stranieri è quintuplicato raggiungendo quota 711mila. Nelle casse dell’Inps sono stati versati nel 2010 700milioni di €, pari a 985 €, a persona a fronte di un guadagno medio annuo di 5.828 €. Identikit della badante? Donna, straniera, di 41 anni, proveniente dall’Est Europa, che lavora per 28 ore la settimana dichiarandone 33. Questi alcuni risultati di una ricerca realizzata dalla Fondazione Leone Moressa che ha analizzato gli ultimi dati Inps sui lavoratori domestici iscritti all’istituto previdenziale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> <strong>Quanti sono e quanto contribuiscono.</strong><strong> </strong>In Italia si contano nel 2010 oltre 871mila lavoratori domestici regolarmente iscritti all’Inps. Di questi il 81,5% è straniero (710mila unità), e tra questi il 71,8% proviene da paesi extracomunitari. Dal 2001 al 2010 a crescere sono stati gli stranieri: in dieci anni il loro numero si è quasi quintuplicato (+408,3%), mentre per gli italiani si tratta appena del +23,7%. Complessivamente i lavoratori domestici versano nelle casse dell’Inps 834 milioni di € in contributi, di cui l’83,9% da colf e badanti di origine straniera (699 milioni di €). Nell’ultimo periodo (2001-2010) la crescita dei contributi versati è stata del +274,8%, ma se si osserva la parte riservata agli immigrati si tratta del +487,6% (quindi quasi sei volte). Se si rapporta il valore dei contributi versati e il numero di lavoratori domestici, si calcola un contributo medio annuo procapite che ammonta a 957€. Ma se gli italiani versano 834€, per gli stranieri si tratta di 985€, di cui 1.000€ per i lavoratori extracomunitari e 946€ per i comunitari.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>L’identikit del lavoratore domestico. </strong>Le colf e le badanti sono per la stragrande maggioranza donne, sia per i lavoratori italiani che per quelli stranieri. Le <em>italiane</em> hanno mediamente 46 anni, lavorano per 20 ore la settimane e dichiarano 36 settimane lavorative all’anno. Ricevono una retribuzione media annua di 4.805 € e versano nelle casse dell’Inps 834 € a testa. Le lavoratrici domestiche <em>straniere</em> sono più giovani delle italiane (in media hanno 41 anni, 43 per le comunitarie), lavorano per 28 ore settimanali (quindi 8 ore in più delle italiane) e dichiarano 33 settimane lavorative all’anno (ma per le extracomunitarie si tratta di 34 settimane). Ricevono una retribuzione annua media di 5.828 €, un po’ più elevata per le donne extracomunitarie (1.000€) che per quelle comunitarie (946€). Più della metà delle lavoratrici domestiche straniere proviene dall’Est Europa (57,3%), il 20,5% dal continente asiatico. La rimanente parte si suddivide tra Sud America (10,8%) e Africa (9,4%).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>La diffusione nelle province. </strong>Roma, Milano e Torino sono le prime tre province italiane per numero di badanti: la capitale, con i suoi 104mila iscritti all’Inps, raccoglie il 14,7% del totale delle badanti italiane, Milano l’11,5% e Torino il 4,4%. Sebbene in tutte le aree la presenza straniera sia molto forte, le province settentrionali mostrano un’incidenza di poco superiore rispetto alle aree meridionali. Unica eccezione è la Sardegna dove generalmente le badanti e le colf sono per la maggior parte italiane. Se si rapporta invece il numero di lavoratori domestici sul totale degli anziani over 75 si osserva come Roma e Milano si distinguono ancora una volta dalle altre province: su mille persone di quell’età si contano nella capitale 259 badanti e nel capoluogo lombardo 209, quando a livello nazionale la quota è di appena 116.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> <em>La richiesta di manodopera straniera per la cura della persona e della casa,</em> affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa, <em>non ha conosciuto crisi. Il progressivo invecchiamento della popolazione, la maggiore presenza delle donne nel mercato del lavoro e la scarsità di servizi assistenziali pubblici spinge molte famiglie ad affidare a terzi la gestione dei propri anziani (e in alcuni casi anche della casa). I dati presentati non descrivono in realtà tutto il fenomeno, dal momento che molte badanti che lavorano nel nostro paese lo fanno in nero. E non è da escludere che molte famiglie, sebbene si avvalgano di manodopera regolare, non dichiarino tutte le ore effettivamente lavorate dalle badanti. Accanto alle procedure di emersione (tramite regolarizzazioni o sanatorie), la politica migratoria dovrebbe riconoscere a questo lavoro una vera e propria professionalità e incentivare le famiglie alle assunzioni regolari tramite agevolazioni fiscali dato il grosso peso economico che occorre sostenere</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/01/Famiglie-e-badanti.pdf">VEDI LE TABELLE ALLEGATE</a><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Numero speciale di &#8220;L&#8217;economia dell&#8217;immigrazione&#8221;</title>
		<link>http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/2012/01/numero-speciale-gli-stranieri-quale-valore-economico-per-la-societa/</link>
		<comments>http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/2012/01/numero-speciale-gli-stranieri-quale-valore-economico-per-la-societa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati & Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/?p=3741</guid>
		<description><![CDATA[Anno 0 &#8211; Numero speciale &#8211; Gennaio 2012. Atti del convegno &#8220;Gli stranieri quale valore economico per la società?&#8221; tenutosi al Dipartimento di Diritto per l&#8217;Economia dell&#8217;Università Bocconi di Milano martedì 8 novembre 2011 Il “Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione 2011” realizzato dalla Fondazione Leone Moressa, patrocinato dall’OIM (Organizzazione Internazionale per le migrazioni) e dal Ministero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2010/09/Copertina-e1321615956605.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3414" style="margin: 12px;" title="Copertina" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2010/09/Copertina-203x300.jpg" alt="" width="142" height="210" /></a><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Anno 0 &#8211; Numero speciale &#8211; Gennaio 2012. <strong>Atti del convegno</strong> &#8220;Gli stranieri quale valore economico per la società?&#8221; tenutosi al Dipartimento di Diritto per l&#8217;Economia dell&#8217;Università Bocconi di Milano martedì 8 novembre 2011</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Il “<a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/2011/11/rapporto-annuale-sulleconomia-dellimmigrazione-2011/"><strong>Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione 2011</strong></a>” realizzato dalla Fondazione Leone Moressa, patrocinato dall’OIM (Organizzazione Internazionale per le migrazioni) e dal Ministero degli Affari Esteri, ed edito da Il Mulino, raccoglie i frutti del lavoro di studio e ricerca degli ultimi anni della Fondazione. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">La Fondazione Leone Moressa ha ritenuto comunque opportuno affiancare alle informazioni contenute nel volume, un <strong>numero speciale</strong> della rivista “L’economia dell’Immigrazione” nella forma di un agile pamphlet di immediata e scorrevole lettura, che raccogliesse le trascrizioni degli<strong> interventi</strong> e del dibattito tenutisi tra i partecipanti alla <strong><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/2011/10/gli-stranieri-quale-valore-economico-per-la-societa/">tavola rotonda </a></strong>dal titolo “Gli stranieri: quale valore economico per la società?”, seguita alla presentazione del volume.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Visualizza e scarica la <strong><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/rivista/speciale/rivistaFLM-1spec.pdf">RIVISTA in formato pdf</a></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>N. 1 &#8211; L&#8217;impatto della crisi sul lavoro migrante</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 12:28:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rivista]]></category>

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		<description><![CDATA[Anno 0 &#8211; Numero 1 -Dicembre 2011 &#8220;L&#8217;economia dell&#8217;immigrazione. Studi e riflessioni sulla dimensione economica degli stranierei in Italia&#8221; Nasce “L’economia dell’immigrazione”, rivista bimestrale di approfondimento a cura della Fondazione Leone Moressa. La Fondazione, impegnata da anni nello studio dei fenomeni migratori, in particolare della loro dimensione economica, ha deciso di realizzare uno strumento inteso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img src="file:///C:/DOCUME%7E1/CENTRO%7E1/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/01/rivista-I-num-e1327321839347.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3737" style="margin: 12px;" title="rivista I num" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/01/rivista-I-num-e1327321839347-300x227.jpg" alt="" width="189" height="143" /></a><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Anno 0 &#8211; Numero 1 -Dicembre 2011 &#8220;<strong>L&#8217;economia dell&#8217;immigrazione.</strong> Studi e riflessioni sulla dimensione economica degli stranierei in Italia&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Nasce “L’economia dell’immigrazione”, rivista bimestrale di approfondimento a cura della Fondazione Leone Moressa. La Fondazione, impegnata da anni nello studio dei fenomeni migratori, in particolare della loro dimensione economica, ha deciso di realizzare uno strumento inteso a favorire la lettura analitica di una realtà così complessa come è quella dell’immigrazione in Italia, una realtà solitamente documentata da informazioni frammentate e disomogenee.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Nel <strong>primo numero della rivista</strong>, si è deciso di affrontare uno dei temi più delicati da un punto di vista politico (data la generalità degli interessi che investe) e meno discussi da un punto di vista scientifico (data la mancanza di trattazioni su un argomento così attuale) vale a dire l’impatto della crisi economica sulla situazione occupazionale dei lavoratori immigrati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">Visualizza e scarica <strong><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/rivista/numero01.pdf">LA RIVISTA in formato pdf</a></strong><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Fissati i nuovi livelli retributivi per il lavoro domestico</title>
		<link>http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/2012/01/fissati-i-nuovi-livelli-retributivi-per-il-lavoro-domestico/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per approfondire]]></category>

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		<description><![CDATA[I rappresentanti di datori e lavoratori hanno trovato un accordo sui nuovi importi di retribuzione, collegati al costo della vita. Si attende ora che vengano fissati anche i parametri per la contribuzione previdenziale. Comunicato del 18/01/2012 I nuovi valori sono stati decisi ieri al Ministero del Lavoro dalla Commissione Nazionale per l&#8217;aggiornamento retributivo, commissione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em>I rappresentanti di <strong>datori e lavoratori </strong>hanno trovato un accordo sui nuovi importi di retribuzione, collegati al costo della vita. Si attende ora che vengano fissati anche i parametri per la contribuzione previdenziale.<br />
</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><em><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/01/retribuzione1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3734" style="margin: 12px;" title="retribuzione" src="http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2012/01/retribuzione1.jpg" alt="" width="216" height="162" /></a>Comunicato del 18/01/2012<br />
</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">I nuovi valori sono stati decisi ieri al <strong>Ministero del Lavoro</strong> dalla <strong>Commissione</strong> Nazionale per l&#8217;aggiornamento retributivo, commissione che riunisce sindacati e associazioni dei datori di lavoro. I nuovi minimi retributivi, insieme ai valori convenzionali per il vitto e l&#8217;alloggio hanno comunque <strong>decorrenza retroattiva</strong> dal primo gennaio 2012</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>La classificazione</strong> prevista dal contratto collettivo nazionale del lavoro domestico è alquanto articolata e comprende diverse categorie di collaboratori, dai  i collaboratori domestici alle prime armi (liv. A); fino al collaboratore che assiste persone non autosufficienti (liv. DS). C&#8217;è poi una distinzione tra i conviventi (anche part-time), i non conviventi e i lavoratori che assicurano assistenza o presenza notturna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">QUESTE LE TABELLE SECONDO L&#8217;ART. 36 DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO SULLA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO DOMESTICO DEL 16.2.2007. (VALORI IN EURO)</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>TABELLA A</strong> &#8211; LAVORATORI CONVIVENTI      (valori mensili)</span></li>
</ul>
<div style="text-align: justify;">
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. A</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. AS</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. B</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. BS</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. C</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. CS</span></td>
<td width="82"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. D</span></td>
<td width="82"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV DS</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">595,36</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">703,61</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">757,73</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">811,85</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">865,99</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">920,11</span></td>
<td width="82"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">1.082,48   + ind. 160,07</span></td>
<td width="82"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">1.136,60   + ind. 160,07</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>TABELLA B</strong> &#8211; LAVORATORI DI CUI ART.      15 &#8211; 2° CO. (valori mensili)</span></li>
</ul>
<div style="text-align: justify;">
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. B</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. BS</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. C</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">541,24</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">568,30</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">627,83</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>TABELLA C</strong> &#8211; LAVORATORI NON      CONVIVENTI (valori orari)</span></li>
</ul>
<div style="text-align: justify;">
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. A</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. AS</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. B</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. BS</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. C</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. CS</span></td>
<td width="82"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. D</span></td>
<td width="82"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV DS</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">4,33</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">5,10</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">5,42</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">5,74</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">6,06</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">6,37</span></td>
<td width="82"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">7,36</span></td>
<td width="82"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">7,68</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>TABELLA D</strong> &#8211; ASSISTENZA NOTTURNA      (valori mensili)</span></li>
</ul>
<div style="text-align: justify;">
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> AUTOSUFF.</span></td>
<td colspan="2" width="163"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> NON AUTOSUFF.</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV.   BS</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. CS</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. DS</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">933,63</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">1.058,12</span></td>
<td width="81"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">1.307,10</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>TABELLA E</strong> &#8211; PRESENZA NOTTURNA      (valori mensili)</span></li>
</ul>
<div style="text-align: justify;">
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> LIV. UNICO</span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">625,14</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"><strong>TABELLA F</strong> &#8211; INDENNITA&#8217; (valori      giornalieri)</span></li>
</ul>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="163"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> Pranzo   e/o colazione</span></td>
<td width="163"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> Cena</span></td>
<td width="163"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> Alloggio</span></td>
<td width="163"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"> TOTALE</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: justify;" width="163"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">1,81</span></td>
<td style="text-align: justify;" width="163"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">1,81</span></td>
<td style="text-align: justify;" width="163"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">1,57</span></td>
<td width="163">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;">5,19</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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