L’occupazione straniera resiste alla crisi nella piccola impresa

Aumentano i lavoratori stranieri (+0,8%) nonostante il calo complessivo dell’occupazione (-1,3%). Maggiori possibilità di impiego nelle imprese del Centro Italia e nel settore dei servizi alle persone

Comunicato del 20/02/2012

L’occupazione straniera nelle piccole imprese italiane fa registrare nel 2° semestre 2011 un aumento del +0,8% rispetto al semestre precedente. Positivo l’andamento in tutti i settori, fatta eccezione per l’edilizia che fa registrare un calo del -0,6%. Per la prima metà dell’anno si prevede una crescita ulteriore del +2,0%, principalmente nel settore dei servizi alle persone (+5,2%). Un mercato del lavoro, quello straniero, composto principalmente da lavoratori provenienti dall’Est Europa (primo paese di provenienza la Romania, secondo l’Albania), impiegati come operai generici e reclutati dalle imprese per supplire alla mancanza di manodopera locale. Questi i principali risultati di un’indagine condotta dalla Fondazione Leone Moressa su un panel di 800 imprese italiane con meno di 20 addetti, che analizza le caratteristiche del mercato del lavoro straniero, evidenziandone le trasformazioni congiunturali in corso.

Il posto fisso? E’ dei giovani stranieri e non degli italiani

Ma c’è il rovescio della medaglia: i giovani stranieri sono pagati di meno e lavorano in orari più disagiati. Veneto e Marche le regioni dove essi soffrono di più la crisi

Comunicato del 14/02/2012

La precarietà sembra solo sfiorare i giovani stranieri che sono inquadrati con contratti più stabili rispetto ai propri coetanei italiani, lavorano di più ma sono pagati di meno. Sono disposti a lavorare in orari più disagiati (specie di sera), svolgono mansioni non adeguate al proprio titolo di studio (sono cioè sottoinquadrati), sono in prevalenza operai, e se disoccupati trovano lavoro prima. Questi alcuni dei risultati di uno studio condotto dalla Fondazione Leone Moressa che ha confrontato la struttura occupazionale dei giovani stranieri con quelle dei giovani italiani in età compresa tra i 15 e i 30 anni nel primo semestre 2011.

Mercato del lavoro. L’effetto sostituzione degli stranieri

Esiste un effetto sostituzione dei lavoratori stranieri a quelli italiani? L’analisi della Fondazione della presenza degli stranieri nei settori di attività e nelle professioni

Comunicato del 06/02/2012

Dinamiche occupazionali. Dal 2007 al 2010 la presenza di manodopera straniera nel mercato del lavoro nazionale si è fatta sempre più evidente: da 1,5 milioni di occupati di nazionalità straniera si è passati a poco più di due milioni. Questo ha inoltre determinato nel medesimo periodo di tempo un aumento del peso della componente straniera che dal 6,5% ha raggiunto il 9,1% del totale dei lavoratori in Italia. In termini di variazioni percentuali, se l’occupazione degli italiani è calata del -4,3% (pari a quasi un milione di unità in meno), gli stranieri sono invece aumentati con un ritmo del 38,5% (+578 mila persone).

La crisi non ferma l’assunzione delle badanti: in 10 anni stranieri quintuplicati

Straniera, 41 anni, 28 ore di lavoro alla settimana, guadagno annuo di 5.828 € è l’identikit della badante. Roma, Milano e Torino in testa alla classifica per numero di badanti

Comunicato del 27 gennaio 2012

La richiesta di badanti non si ferma neppure di fronte alla crisi: dal 2001 il numero di lavoratori domestici stranieri è quintuplicato raggiungendo quota 711mila. Nelle casse dell’Inps sono stati versati nel 2010 700milioni di €, pari a 985 €, a persona a fronte di un guadagno medio annuo di 5.828 €. Identikit della badante? Donna, straniera, di 41 anni, proveniente dall’Est Europa, che lavora per 28 ore la settimana dichiarandone 33. Questi alcuni risultati di una ricerca realizzata dalla Fondazione Leone Moressa che ha analizzato gli ultimi dati Inps sui lavoratori domestici iscritti all’istituto previdenziale.