23 mila i detenuti stranieri: il 35% della popolazione carceraria.

 

cetenuti stranieriComunicato stampa del  13 Maggio 2013

In aumento come gli italiani dal 2008 al 2011, ma in calo tra il 2010 e il 2011

Nelle carceri italiane sono presenti circa 23 mila detenuti stranieri, che vanno a rappresentare quasi la metà dei tenuti complessivamente raccolti dalle strutture penitenziarie.

Per cittadinanza. La cittadinanza più diffusa tra i detenuti stranieri è quella marocchina (19,0%), seguita da quella rumena (15,9%) e da quella tunisina (12,4%). Le prime dieci nazionalità rappresentate tra i detenuti stranieri arrivano a coprire il 71,9% del totale dei detenuti non italiani.

Per regione. La regione con il maggior numero di detenuti stranieri è la Lombardia, con 4 mila detenuti, vale a dire il 18,7% del totale dei detenuti stranieri. Seguono Piemonte e Toscana, rispettivamente con l’11,1% e il 10,0%. La presenza nelle carceri sembra quindi seguire indicativamente il trend demografico della popolazione straniera sul territorio italiano.

I nuovi nati e la legge sulla cittadinanza

bandiera italiana

Comunicato stampa del 6 Maggio 2013

Quasi 80.000 i figli di genitori stranieri che se venisse cambiata la legge sulla cittadinanza sarebbero nuovi italiani

La nuova ministra per l’integrazione Cecile Kyenge ha chiaramente espresso la volontà di continuare a impegnarsi perché in Italia venga cambiata la legge sulla cittadinanza del 5 Febbraio 1992, basata sullo ius sanguinis, e che venga introdotto come principio che regoli la materia, invece, lo ius soli.

Come dimostrano le esperienze di altri paesi europei e non, in cui lo ius soli è applicato (spesso con modalità ibride), vi sono varie forme che esso può assumere nella sua applicazione pratica. La Fondazione Leone Moressa si è chiesta quanti sarebbero, quindi, i nuovi cittadini italiani se lo ius soli fosse stato applicato nell’anno 2011 nella sua forma più pura e semplice, cioè se la cittadinanza venisse data a ciascun bambino nato sul territorio italiano, anche se da genitori stranieri. L’anno 2011 è preso come ultimo riferimento, poiché i dati anagrafici più recenti disponibili risalgono proprio a questa annualità.

La condizione retributiva e contributiva delle donne straniere

domestica stranieraComunicato stampa dell’8 Marzo 2013

A confronto con i connazionali e le donne italiane

La retribuzione media mensile di uno straniero nel 2011 è pari a 973 €. Disaggregando il dato per genere, risulta che le donne percepiscono un reddito più basso degli uomini, 790€ (donne) a fronte dei 1.122€ (uomini). Il differenziale retributivo tra stranieri e italiani si aggira intorno al -21% (- 289 €) per gli uomini e al -31% per le donne.

I contributi versati dalle donne straniere. Le donne rappresentano il 42,2% del totale dei contribuenti stranieri e i redditi da esse dichiarate ammontano al 34,7% dei redditi complessivamente dichiarati dagli stranieri. Mediamente una donna straniera dichiara annualmente 10.247 €, a fronte dei 14.100 € dichiarati dagli uomini stranieri. Un dato positivo per la componente occupazionale straniera femminile è l’aumento di contribuenti straniere del 5,2% tra il 2009 e il 2010, superiore a quello degli uomini che è stato del 3%. Infine, dall’analisi della dichiarazione dei redditi, emerge che lo scarto tra cittadini italiani e stranieri è maggiore  per gli uomini (- 9.122 €)  piuttosto che per le donne (-4.743 €). Questo è probabilmente dovuto al fatto che le disuguaglianze di genere persistono non solo tra gli stranieri, ma anche tra i cittadini autoctoni.

Gli stranieri che se ne vanno: oltre 32 mila gli stranieri cancellati dall’anagrafe nel 2011.

 Comunicato stampa dell’ 1 Febbraio 2013arero
 Cancellazioni aumentate del 15,9% rispetto al 2010 

I dati riferiscono, rispetto alle dinamiche del fenomeno migratorio in Italia, una nuova tendenza, fortemente legata alla congiuntura economica critica che dal 2008 ha colpito l’Italia e il mondo occidentale nel suo complesso. Secondo gli ultimi dati Istat, infatti, le cancellazioni dall’anagrafe di cittadini stranieri sono aumentate nel 2011, mentre le iscrizioni sono diminuite. La Fondazione Moressa si è chiesta chi sono gli stranieri che abbandonano il territorio italiano verso nuovi lidi. La partenza dell’Italia non si traduce sempre, ovviamente, nella conclusione dell’esperienza migratoria e, quindi, con il rientro in patria, ma spesso si concretizza nel proseguimento di questa esperienza in un altro paese estero, maggiormente indicato per garantire quelle opportunità e quelle chances di vita da cui la migrazione prende avvio.