Archivio di: ‘Per approfondire’

Gli immigrati tornano a comperare casa

Secondo l’Osservatorio di Scenari Immobiliari, dopo tre anni in cui sono crollati gli acquisti immobilianri da parte degli stranieri, nel 2011 questi sono cresciuti del +8,9% rispetto all’anno precedente, anche a fronte del calo del -6,5% del mercato nazionale

Comunicato del 09/03/2012

Per gli stranieri, la casa di proprietà rimane ancora un privilegio, dato che solo il 18,2% di essi vive in abitazioni di proprietà. La maggioranza di essi (62,8%) vive  in locazione; l’8,2% vive presso il luogo di lavoro e il 9,8% presso famigliari o altri connazionali. La scarsa propensione degli stranieri all’acquisto di immobili degli ultimi tre anni è dipeso sicuramente dalla stretta al credito che ha portato la quota del prezzo coperta dai mutui concessi dall’80%-100% a meno del 60%.

La reazione delle imprese all’immigrazione scarsamente qualificata

Pubblicato di recente lo studio “Welcome to the machine” di Antonio Accetturo, Matteo Bugamelli e Andrea Lamorgese, n. 846 della collana Working papers della Banca d’Italia

Comunicato del 06/03/2012

“Noi valutiamo l’impatto dell’immigrazione low-skilled sull’intensità del capitale. Per prima cosa presentiamo un modello che tiene conto delle frizioni esistenti nel mercato del lavoro e dell’assimmetria informativa delle imprese riguardo alle competenze dei lavortatori,  e mostriamo che le imprese possono reagire alla riduzione del loro livello di competenze lavorative indotta dall’immigrazione, migliorando la qualità del rapporto tra capitale e lavoro. Noi verfichiamo le previsioni del modello su un campione di imprese manufatturiere italiane in un periodo compreso tra il 1996 e il 2007 , riscontrando che la crescente immigrazione di lavoratori scarsamente qualificati da paesi in via di sviluppo, rilevata a livello provinciale e ponderata con la preesistenza di enclaves di immigrati e con gli effetti di reti da essa derivanti, accresca l’intensità di capitale. In linea con le predizioni del mdello teorico, l’impatto dell’immigrazione, che si dimostra piuttosto robusto di fronte alla varifiche empiriche è più forte nelle imprese più grandi e nei settori skill intensive”*.

La guida pratica per gli operatori dell’informazione

Disponibile online sul portale dell’integrazione del Governo, “Comunicare l’immigrazione”, la Guida pratica per gli operatori dell’informazione, anuale con

Comunicato del 06/03/2012

Il libro fornisce un quadro di riferimento sul riparto di competenze istituzionali in materia di immigrazione ed illustra dati quantitativi e indicatori territoriali sui benefici del fenomeno migratorio per la società ospitante; propone, inoltre, una sintesi comparativa, a livello europeo, delle disposizioni normative che regolano l’ingresso ed il soggiorno degli stranieri e dei principali indici di integrazione. Vengono in conclusione riportati esempi di buone prassi comunicative e storie di migrazione di successo.

La guida è stata realizzata dalla cooperativa Laimomo e dal Centro studi e ricerche Idos, nell’ambito del progetto Co-in – comunicare l’integrazione”, con l’obbiettivo di offrire un contributo alla corretta informazione sull’inserimento dei cittadini stranieri nella vita sociale ed economica del nostro Paese. L’iniziativa è promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, con finanziamento del Fondo Europeo (Programma annuale 2010) per l’Integrazione di cittadini di Paesi Terzi.

Social card anche per stranieri

L’accesso allo strumento di sostegno ai redditi più bassi viene esteso tramite decreto anche agli stranieri, a differenza di quanto avveniva per lo strumento introdotto nel 2008

Comunicato del 31/01/2012

Il decreto legge sulle semplificazioni approvato venerdì in Consiglio dei Ministri prevede una sperimentazione di un anno nei Comuni con oltre 250mila abitanti, mettendo a disposizione degli stranieri più bisognosi uno stanziamento di 50 milioni di euro da caricare sulle loro carte prepagate.

La norma rimedia alla discriminazione portata dal decreto varato nel 2008, che riservava la social card solo a cittadini italiani. La nuova social card sarà destinata anche a cittadini comunitari ed extracomunitari titolari di un permesso per soggiornanti di lungo periodo. Il governo eviterà così una procedura di infrazione minacciata dall’Ue allo Stato italiano, visto che nelle prestazioni sociali i cittadini di altri Stati membri vanno equiparati agli italiani, così come i titolari di carta di soggiorno.