In Italia si contano oltre 2,2 milioni di occupati stranieri, di cui 402mila sono imprenditori, con il loro lavoro producono il 12,1% del valore aggiunto nazionale, in sede di dichiarazione dei redditi notificano al fisco 40 miliardi di € (12.507 € a testa) e pagano di Irpef quasi 6 miliardi di € (2.810 € a testa).
Ricoprono quelle mansioni che “gli italiani non vogliono più fare” come camerieri, baristi, pittori, stuccatori, magazzinieri, muratori, carpentieri, commercianti ambulanti… Ma rappresentano la parte di popolazione che maggiormente ha subìto gli effetti negativi della crisi dal momento che di tutti i nuovi disoccupati creati dal 2008 al 2011, il 40% è di origine straniera. Ma gli immigrati sono anche quelli che “ringiovaniscono” l’Italia: il 13,9% di tutti i nati lo scorso anno sono stranieri. Inoltre, tra gli oltre 4,5 milioni di residenti (il 7,5% della popolazione totale), 650mila sono giovani di seconda generazione, minori cioè che sono nati in Italia ma che sono ancora per lo stato italiano cittadini stranieri. Queste le informazioni più significative del fenomeno migratorio in Italia e del loro impatto sull’economia nazionale elaborate dalla FONDAZIONE LEONE MORESSA che ha analizzato gli ultimi dati a disposizione.
















