Archivio di: ‘Altro’

1° marzo. Gli immigrati scioperano. Ma qual è il loro valore economico?

In Italia si contano oltre 2,2 milioni di occupati stranieri, di cui 402mila sono imprenditori, con il loro lavoro producono il 12,1% del valore aggiunto nazionale, in sede di dichiarazione dei redditi notificano al fisco 40 miliardi di € (12.507 € a testa) e pagano di Irpef quasi 6 miliardi di € (2.810 € a testa).

Comunicato del  01/03/2012

Ricoprono quelle mansioni che “gli italiani non vogliono più fare” come camerieri, baristi, pittori, stuccatori, magazzinieri, muratori, carpentieri, commercianti ambulanti… Ma rappresentano la parte di popolazione che maggiormente ha subìto gli effetti negativi della crisi dal momento che di tutti i nuovi disoccupati creati dal 2008 al 2011, il 40% è di origine straniera. Ma gli immigrati sono anche quelli che “ringiovaniscono” l’Italia: il 13,9% di tutti i nati lo scorso anno sono stranieri. Inoltre, tra gli oltre 4,5 milioni di residenti (il 7,5% della popolazione totale), 650mila sono giovani di seconda generazione, minori cioè che sono nati in Italia ma che sono ancora per lo stato italiano cittadini stranieri. Queste le informazioni più significative del fenomeno migratorio in Italia e del loro impatto sull’economia nazionale elaborate dalla FONDAZIONE LEONE MORESSA che ha analizzato gli ultimi dati a disposizione.

1 italiano su 2 frequenta i negozi gestiti da stranieri

Comunicato del 18/08/2011

Un italiano su due frequenta negozi gestiti da stranieri

Quelli di vestiti, i ristoranti e i bar sono i più frequentati. Più fiducia nelle gastronomie e kebab, ma la presenza di negozi stranieri rappresenta ancora uno svantaggio

Il 50,8% degli italiani è entrato almeno una volta in esercizi commerciali gestiti da stranieri; si reca più spesso chi abita al Nord, chi è giovane e chi è maschio, soprattutto per curiosità. I negozi di vestiti/bigiotteria, i ristoranti e i bar sono le attività più frequentate dagli italiani, anche se i comparti che destano più fiducia sono le gastronomie e i kebab. Pochissimi gli italiani che si recano negli internet point, nei centri di estetica e nei negozi di parrucchiera. Nonostante l’alta diffusione dei negozi gestiti da stranieri (43,9%), essi rappresentano per la città uno svantaggio (40,7%), soprattutto perché entrano in concorrenza sleale con i negozi “tradizionali”. Questi alcuni risultati di un’indagine condotta su un campione di 600 italiani nel mese di luglio e realizzata dalla FONDAZIONE LEONE MORESSA, che ha inoltre calcolato come in Italia su 100 imprenditori impiegati nel commercio e nei servizi, poco più di 9 sono stranieri, pari a 233mila soggetti. Le attività gestite da stranieri in questi settori si fanno più presenti nelle grandi città come Roma, Milano e Torino e si registra nell’ultimo anno una crescita a livello nazionale del +6,6%.

100mila € al giorno il costo dell’accoglienza in Veneto dei 2.500 profughi

Comunicato del 18/05/2011

Nei comuni di Venezia, Verona e Padova il maggiore afflusso

Nella questione profughi, il criterio proposto dalla Regione Veneto - 1 profugo ogni duemila abitanti – si traduce in un afflusso di quasi 2.500 stranieri nel territorio regionale. Tale evento impone una spesa di quasi 100mila € al giorno (assicurata dal Governo), nell’ipotesi di un costo di 40€ al giorno per vitto, alloggio e assistenza sanitaria per ciascun straniero accolto. Questa l’analisi realizzata dalla Fondazione Leone Moressa (www.fondazioneleonemoressa.org) che ha stimato per ciascun comune l’impatto demografico e l’esborso monetario del futuro afflusso di profughi nel territorio veneto.

Per provincia. Secondo i criteri stabiliti, le cinque maggiori provincie venete (Padova, Verona, Treviso, Vicenza e Venezia) accoglieranno ciascuno oltre 400 profughi con un costo che oscillerà tra i 17.178€ al giorno di Venezia e i 18.555€ al giorno di Padova. Rovigo e Belluno, dato il basso numero di residenti, potrebbero accogliere, rispettivamente, 124 e 107 stranieri con una spesa di mantenimento inferiore ai 5mila€ al giorno.

Il giudizio sugli immigrati: dagli italiani aperture, ma con riserva

Comunicato del 11/03/2011

L’immigrazione rimane al centro del dibattito sociale. Gli italiani sono disposti all’accoglienza, ma gli immigrati rappresentano ancora un problema più che una risorsa per l’Italia.

La questione immigrazione preoccupa ancora oltre un italiano su due (55,1 per cento) e viene al terzo posto dopo disoccupazione e criminalità tra i timori dei cittadini del Bel Paese. Dall’altro lato però emerge un’alta disponibilità a condividere con chi non è italiano la propria vita (dal vicinato alla scuola) e il riconoscimento dell’importante ruolo svolto in ambito economico.

In occasione della settimana contro il razzismo, che si concluderà il 21 marzo con la Giornata Mondiale contro le discriminazioni razziali, la Fondazione Leone Moressa ha rivolto alcune domande a 600 italiani per sondare il loro grado di apertura verso gli immigrati presenti nel territorio, sia dal punto di vista economico che socio-culturale.