Conferenza promossa da EMN Italia/Ministero dell’Interno e Università Ca’ Foscari di Venezia, in collaborazione con Prefettura, Questura, Comune e Caritas di Venezia e Regione Veneto, e, a livello di ricerca, Centro Studi e Ricerche Idos, Cnr/Irpps, Fondazione Leone Moressa e Intersos
Quanto costa a uno straniero studiare in Italia
Di questo tema si è occupata la Fondazione Leone Moressa nell’approfondimento condotto sugli aspetti economici degli studenti internazionali. Distinguere tra “studenti stranieri internazionali” e “studenti stranieri non internazionali” risulta fondamentale nel momento in cui si stimano i costi e le spese sostenute per la frequenza universitaria e per il mantenimento quotidiano degli studenti fuori sede. Bisogna poi considerare come questi ultimi soggetti, quelli che chiamiamo “studenti stranieri non internazionali”, in alcuni casi decidano di allontanarsi dalla propria famiglia per studiare, scegliendo una facoltà lontana dalla propria residenza. Considerando che il 26,3% degli studenti in Italia studia fuori sede, come attesta la Sesta indagine Eurostudent sulle condizioni di studio degli studenti universitari (2011), si ipotizza che una percentuale leggermente più bassa possa interessare anche gli “studenti stranieri non internazionali”; in questo modo si stima la loro presenza in 4.804 soggetti (ipotizzando che il 26,3% riferito agli italiani possa essere ridotto del 30% se si considera la popolazione studentesca straniera, si dovrà quindi applicare il 18% al numero di studenti stranieri che hanno preso il diploma in Italia). Il comportamento economico di questi soggetti potrebbe essere paragonato a quello degli studenti internazionali; quindi, nello stimarne la numerosità, occorre prendere in considerazione anche questo dato. Si tratta così di 41.690 soggetti (tab.5.1).
Gli studenti internazionali affrontano delle spese per il loro percorso di studi e per il loro mantenimento: si tratta delle tasse e dei contributi universitari, dei libri di testo e del materiale didattico, dell’affitto dell’alloggio (sia esso alloggio universitario o appartamento o stanza privata), delle spese per la casa (come le bollette di luce, acqua, gas…), delle spese per gli alimenti, trasporto, abbigliamento, comunicazione, tempo libero, i viaggi che sostengono amici e parenti che vengono a trovare in Italia lo studente e i viaggi che gli studenti stessi fanno per tornare a casa. Inoltre sono previste spese per l’assicurazione sanitaria e per il permesso di soggiorno. Queste le spese sostenute dagli studenti internazionali. Ma per riuscire a comprendere l’effettivo impatto economico degli universitari stranieri, non si può non considerare che anche gli studenti stranieri “non internazionali” sostengano delle spese, contribuendo così a rafforzare il loro peso sull’economia nazionale. Per questi studenti le spese considerate includono le tasse universitarie, il costo dei libri di testo, le spese di trasporto, il permesso di soggiorno e l’assicurazione sanitaria.
Per quantificare queste voci, e in mancanza di voci specifiche, sono stati applicati alcuni accorgimenti metodologici, che cercheremo di descrivere per ciascuna voce di spesa.
Tasse e contributi universitari. Le tasse universitarie sono diverse se si tratta di facoltà pubbliche o private. Nell’a.a. 2010-2011 in media la retta per iscriversi ad un’università pubblica è stata di 993 € procapite, contro i 3.323 € dell’università privata (stima su dati MIUR). Considerando che il 94,3% degli studenti stranieri è iscritto all’università pubblica e il rimanente 5,7% all’università privata si calcola un ammontare di contributi e tasse universitarie pagate dagli iscritti stranieri di quasi 71 milioni di €.
Alloggio. Le spese per l’alloggio sono sicuramente quelle che incidono di più sul bilancio complessivo di uno studente straniero internazionale o fuori sede. Il costo per l’affitto di un alloggio varia sulla base dell’area geografica e sulla distribuzione degli studenti nel territorio nazionale. Se si considera che in media affittare al Nord un alloggio costa 3.426€, al Centro 4.119€ e al Sud 2.487€ e che gli studenti stranieri si distribuiscono per il 60,4% al Nord, per il 31% al Centro e per l’8,6% al Sud, si calcola una spesa complessiva di 147,8 milioni di € all’anno (Il dato utilizzato per questa stima è pari alla media del costo dell’affitto di una stanza singola e di una stanza doppia; fonte: Federconsumatori, “2° Rapporto nazionale sui costi degli atenei italiani”, ottobre 2011.).
Altre spese per la casa. Le spese accessorie per la casa (in cui entrano a far parte i costi delle bollette della luce, dell’acqua, del gas, del condominio, del riscaldamento…) sono state stimate partendo dall’elaborazione dei microdati Istat sui Consumi delle Famiglie, considerando come famiglia tipo quella costituita da un unico componente, studente e con un’età inferiore ai 35 anni. In questo caso si calcola una spesa media annua di 1.683€ che, moltiplicato per il numero di studenti stranieri internazionali e gli studenti stranieri fuori sede, porta ad una spesa complessiva di 70,2 milioni di €.
Libri di testo e materiale didattico. Ipotizzando un costo medio annuo di 350€ per il materiale didattico (fonte: Università Politecnico di Torino), si calcola un ammontare complessivo per questa voce di 22,3 milioni di € considerando nel computo complessivo anche gli studenti stranieri “non internazionali”.
Trasporto. Tra biglietti, abbonamenti e spese di benzina un giovane spende all’anno 1.800€ (fonte: elaborazioni su dati Istat, Rilevazione sui Consumi delle Famiglie, anno 2008, considerando una famiglia con un componente studente under 35). Questo significa che tutti gli studenti stranieri sborsano all’anno 114,8 milioni di € per questa voce.
Alimentari, abbigliamento, comunicazioni, tempo libero (fonte come sopra). Considerando che tra spese di mensa, ristoranti, pizzerie e alimentari al supermercato uno studente under 35 spende mediamente all’anno 2.300€, si calcola un ammontare complessivo di 96,2 milioni di €. Per l’abbigliamento si tratta di 53,2 milioni di €, per le comunicazioni (internet, abbonamento del telefono…) di 15,6 milioni di € e per il tempo libero di 30,1 milioni di €.
Permesso di soggiorno e assicurazione sanitaria. Gli studenti stranieri non comunitari spendono 72,12€ all’anno in permesso di soggiorno (fonte: Università degli studi di Milano, “Welcome, Piccola guida per gli studenti internazionali, 2011/2012”) e per l’assicurazione sanitaria 155,97€ (fonte: Informagiovani Online, “Assistenza sanitari per gli studenti stranieri fuori sede”). Si perviene ad costo annuo stimato di quasi 11 milioni di €, considerando che gli studenti stranieri non comunitari sono 47mila.
Visite di parenti e amici. Può capitare che gli studenti stranieri internazionali ricevano visite da parenti o amici. L’indagine della Banca d’Italia sul turismo internazionale calcola che mediamente un viaggiatore che viene in Italia spende 410€ se viene a trovare un parente e 252€ se viene a trovare un amico. Ipotizzando che lo studente riceva la visita dei propri genitori una volta all’anno e quattro amici, si tratta di un importo complessivo che si aggira attorno ai 67,4 milioni di €.
Viaggi per tornare a casa. L’ammontare dei costi sostenuti dagli studenti per tornare nel proprio Paese dipende dalla destinazione e dalla disponibilità e dall’economicità dei trasporti. Ipotizzando un unico viaggio all’anno nel periodo estivo e considerando la provenienza dei soli studenti internazionali, si è pervenuto ad un costo medio annuo di 500€ che, moltiplicato per il numero di studenti, raggiunge la cifra di 18,4 milioni di €. Il dato è stato calcolato considerando un viaggio aereo da Roma alla capitale del Paese di origine dello studente. È stata considerata la tariffa più bassa ricavata dal sito internet www.edream.it per un viaggio che ha come data di partenza il 30 luglio. La stessa tariffa è stata applicata anche al viaggio di ritorno. I dati sono stati estrapolati in data 31 maggio.
In questo modo si perviene a calcolare una spesa complessiva sostenuta dagli studenti stranieri di 711,5 milioni di €, una parte minimale del Pil italiano (0,5 per mille) che ha superato nel 2011 1.580 miliardi di euro, ma comunque consistente. Se si considerano i veri e propri studenti internazionali si può pervenire ad una stima del costo da loro sostenuto annualmente per studiare in Italia: tra tasse, costi di vitto, alloggio, tempo libero e viaggi si ipotizza una spesa media di 15.400€ a testa (tab.5.2).
Dato questo che fa riflettere, non solo sulla capacità di spesa di uno studente che decide di frequentare l’università in Italia, ma anche del potenziale che potrebbe esprimere il nostro Paese se fosse in grado di essere più attrattivo nei confronti degli studenti internazionali. Il volano economico che comporta la scelta di venire in Italia farebbe aumentare i consumi nelle aree che accolgono gli studenti, sia che si tratti di spese per l’affitto, che di tempo libero o di tasse e contributi universitari: un microsistema che, se ben gestito, potrebbe solo che apportare positività al nostro sistema economico.
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