Quali badandi per quali famiglie?

Comunicato del 25 ottobre 2011

Quanti sono e quanto contribuiscono. In Italia si contano nel 2010 oltre 871mila lavoratori domestici regolarmente iscritti all’Inps. Di questi il 81,5% è straniero (710mila unità), e tra questi il 71,8% proviene da paesi extracomunitari. Dal 2001 al 2010 a crescere sono stati gli stranieri: in dieci anni il loro numero si è quasi triplicato (+222,9%), mentre per gli italiani si tratta appena del +23,7%. Complessivamente i lavoratori domestici versano nelle casse dell’Inps 834 milioni di € in contributi, di cui l’83,9% da colf e badanti di origine straniera (699 milioni di €). Nell’ultimo periodo (2001-2010) la crescita dei contributi versati è stata del +274,8%, ma se si osserva la parte riservata agli immigrati si tratta del +487,6% (quindi quasi sei volte). Se si rapporta il valore dei contributi versati e il numero di lavoratori domestici, si calcola un contributo medio annuo procapite di 957€. Ma se gli italiani versano 834€, per gli stranieri si tratta di 985€, di cui 1.000€ i lavoratori extracomunitari e 946€ i comunitari.

L’identikit del lavoratore domestico. Le colf e le badanti sono per la stragrande maggioranza donne, sia per i lavoratori italiani che per quelli stranieri. Italiani. Le italiane hanno mediamente 46 anni, lavorano per 20 ore la settimane e dichiarano 36 settimane lavorative all’anno. Ricevono una retribuzione media annua di 4.805 € e versano nelle casse dell’Inps 834 € a testa. Stranieri. Le lavoratrici domestiche straniere sono più giovani delle italiane (in media hanno 41 anni, 43 per le comunitarie), lavorano per 28 ore settimanali (quindi 8 ore in più delle italiane) e dichiarano 33 settimane lavorative all’anno (ma per le extracomunitarie si tratta di 34 settimane). Ricevono una retribuzione annua media di 5.828 € e versano all’Inps 985 € all’anno.

I risultati dell’indagine: quali badanti per quali famiglie?

Quasi la metà delle famiglie italiane intervistate impiega una badante per l’assistenza ad anziani parzialmente non autosufficienti. Si tratta di un’assistenza polifunzionale, anche se il 62,5% delle famiglie intervistate ricorre all’assistenza per la pulizia di casa e la preparazione dei pasti. Nella maggior parte dei casi, la badante trova sistemazione nella stessa abitazione della persona assistita. Tale prossimità tra datore di lavoro e lavoratore, è motivabile con un monte ore di lavoro giornaliero superiore alle 16 ore. La formula di pagamento più diffusa per una simile prestazione, prevede una retribuzione che va dai 500 € ai 1000 € e la garanzia del vitto e dell’alloggio.

Scarica lo studio Quali badanti per quali famiglie?