In ripresa l’occupazione straniera nelle piccole imprese italiane. Per la fine dell’anno previste ulteriori assunzioni, anche se a termine. Stranieri impiegati per mancanza di manodopera locale e per ricoprire professioni meno qualificate.
L’occupazione straniera nelle piccole imprese italiane fa registrare nel 1° semestre 2011 un aumento del 2,4% rispetto al semestre precedente, e si prevede un’ulteriore ripresa del 2,6% nell’ultima parte dell’anno anche se i contratti saranno a termine. Un mercato del lavoro, quello straniero, composto principalmente da lavoratori provenienti dall’Est Europa (prima Romania), che ricoprono professioni scarsamente qualificate e reclutati dalle imprese per supplire alla mancanza di manodopera locale. Questi i principali risultati di un’indagine condotta dalla Fondazione Leone Moressa su un panel di 1.000 imprese italiane con meno di 20 addetti, che analizza le caratteristiche del mercato del lavoro straniero, evidenziandone le trasformazioni congiunturali in corso.
Andamento occupazionale degli stranieri nelle piccole imprese italiane. Le variazioni percentuali dell’occupazione straniera nella prima parte dell’anno mostrano una ripresa nell’ordine del 2,4%, a fronte di un calo complessivo del numero di lavoratori in queste aziende del -0,8% nello stesso periodo. L’aumento degli addetti stranieri lo si osserva maggiormente nelle aree del Centro (+5,1%) e del Mezzogiorno (4,2%), rispetto al Nord che fa segnare un più modesto +1,6%. In merito alla seconda parte dell’anno si prevede un’ulteriore aumento del numero di occupati immigrati, questa volta di più al Nord (5,5%), mentre nel Centro si assiste ad un lieve inversione di tendenza: -1,6%. L’edilizia e i servizi alle imprese sono i settori che hanno evidenziato nella prima parte del 2011 un progresso migliore in termini occupazionali rispetto alla manifattura o ai servizi alle imprese: infatti se nei primi due comparti la crescita è stata, rispettivamente, del 4,2% e del 3,1%, per gli ultimi si tratta, rispettivamente, del 1,2% e 0,0%. Di diverso segno risulterà l’andamento occupazionale nell’edilizia riferito alla seconda parte dell’anno dove si perderà lo 0,6% degli stranieri attualmente occupati in questo settore, mentre per gli altri comparti si assisterà ad una ripresa generale.
Struttura occupazionale. In termini di numerosità gli stranieri occupati nelle piccole imprese italiane sono distribuiti per quasi un terzo nel settore dei servizi alle imprese, per il 29,6% nell’edilizia, il 19,9% nella manifattura e il rimanente 18,7% nei servizi alle persone. Complessivamente su 100 imprese di piccola dimensione, quasi 20 annoverano nel loro organico lavoratori stranieri: in questo senso l’edilizia e la manifattura sono i settori nei quali gli immigrati sono più presenti, dal momento che si registra una percentuale più elevata e pari, rispettivamente, al 27,0% e al 22,4%. Infine, si calcola come su 100 lavoratori occupati nelle piccole imprese italiane il 7,7% è straniero: anche in questo caso la presenza immigrata si fa più forte nell’edilizia (dove il 12,4% dell’organico è straniero) e nella manifattura (7,7%). La presenza femminile straniera è più marcata nel comparto del terziario, in particolare nei servizi alle persone dove, su 100 lavoratori stranieri, quasi 3 sono donne. Inoltre in questo settore è concentrato il 43,9% di tutte le lavoratrici straniere occupate nelle piccole imprese italiane.
Le tipologie contrattuali. Per quanto riguarda i contratti di lavoro in essere, la gran parte degli stranieri (74%) è inquadrata con contratti di lavoro a tempo indeterminato. Più limitato è l’impiego di contratti a termine, come il tempo determinato (15,7%) e altre tipologie contrattuali atipiche (10,3%). Per le future assunzioni però gli imprenditori intervistati dichiarano di voler inquadrare i nuovi stranieri assunti con forme contrattuali a termine: il 44,4% firmerà contratti di lavoro come apprendista o collaboratore, il 36,1% contratti di lavoro a tempo determinato e appena il 19,4% sarà inquadrato con il tempo indeterminato.
Identikit dei lavoratori stranieri.
Provenienza. I lavoratori stranieri attualmente occupati nelle piccole imprese venete provengono principalmente da paesi europei non comunitari (32,0%), come Albania (13,8%) e Moldavia (4,8%), e da Paesi comunitari (21,8%), specie dalla Romania (18,5%). Un altro 28,8% dei lavoratori stranieri proviene dall’Africa, principalmente dal Marocco (18,0%). Seguono asiatici e americani.
Qualifica ed esperienza richiesta. Gli stranieri per la maggior parte ricoprono mansioni non qualificate (54,8%), il 16,0% posizioni semiqualificate, sebbene il 26,3% risulti essere operaio specializzato. A questi lavoratori d’altronde, non viene richiesta un’esperienza lavorativa particolare: il 43,3% degli imprenditori intervistati ricerca lavoratori stranieri con esperienza lavorativa generica e, il 18,4% nessuna esperienza lavorativa particolare. Solo il 38,3% di essi richiede ai lavoratori stranieri esperienza nel settore.
Incontro domanda e offerta di lavoro. Imprenditori e lavoratori stranieri instaurano un rapporto di lavoro principalmente in seguito ad un contatto diretto (39,9%). La segnalazione di persone terze (30,0%) e l’intermediazione di agenzie per l’impiego e del volontariato (24,9%) sono percorsi un po’ meno praticati. La maggior parte degli imprenditori (48,3%) assume stranieri perché fa difficoltà a trovare manodopera locale da impiegare nella propria impresa; il 15,5% perché accettano mansioni meno qualificate e più pesanti e il 9,8% perché considera gli stranieri più seri e affidabili. Per le mansioni che svolgono, oltre la metà degli imprenditori richiede ai lavoratori stranieri una conoscenza approfondita della lingua italiana (48,5%), il 42,4% si accontenta di un livello di conoscenza minimo, mentre appena il 9,1% è indifferente al fatto che i lavoratori la conoscano. Il 68,2% delle imprese versa gli stipendi dei lavoratori stranieri su conto corrente, il 22,9% salda i crediti tramite assegno e solo l’8,9% dei pagamenti avviene in contanti.
Scarica l’Osservatorio sull’occupazione straniere nelle PI italiane, 1°sem 2011













