I dati di Unioncamere-Infocamere e Movimprese, sulle imprese individuali gestite da stranieri, forniscono un’istantanea delle trasformazioni in corso nel tessuto produttivo italiano
Le imprese con titolari extracomunitari aperte al 30 settembre di quest’anno registrano un incremento del 7,2% rispetto all’anno scorso (+18.967 unità). Questo dato positivo si scontra però con il saldo negativo tra aperture e chiusure che emerge tenendo a considerazione la totalità delle attività individuali. In un anno infatti la flessione è stata di 5.449 imprese. Una flessione che sarebbe stata ben peggiore se le imprese di stranieri non fossero cresciute con i tassi sopracitati.
I settori: Le imprese con titolare extracomunitario si concentrano soprattutto nel commercio all’ingrosso, al dettaglio e riparazione di automobili, settore in cui, con 121.450 unità, rappresentano il 12,3% del totale delle aziende. Ma numerose sono anche nelle costruzioni (13,2%), nelle attività manifatturiere (10,3%) e in quelle di noleggio, viaggi e servizi alle imprese (15,1%).
Localizzazione: In Lombardia, regione che ne ospita il maggior numero, sono presenti 52mila imprese con titolare straniero (+8,1% rispetto al 2010). In lazio e Puglia si registrano però gli incrementi maggiori rispetto all’anno scorso, rispettivamente +10,8% e +10,4%.
Provenienza: Le nazionalità maggiormente rappresentata è quella marocchina con 54.673 imprese individuali di stranieri. Seguono la cinese (39.781) e l’albanese (29.817).
Genere: Una presenza femminile rilevante si registra solo tra gli imprenditori di origine cinese, dove le donne rappresentano il 43,25% del totale. Mentre tra gli imprenditori marocchini e albanesi, le donne fanno registrare l’incidenze più basse, rispettivamente il 9,86% e il 6,5%. Tra le attività aperte nell’ultimo anno si registra un’importante presenza si donne tra i circa 7mila imprenditori di origine nigeriana (51%) e quelli di origine ucraina (53%).
Specializzazione: Tra le attività condotte da imprenditori di origine marocchina, ben 40.404 si svolgono nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di auto. Questo tipo di attività è praticato invece in 17.928 imprese condotte da cinesi. Tra le imprese condotte da albanesi invece, il settore prevalente (23.989 imprese) è quello delle costruzioni. Nel settore manifatturiero si contano ben 15.000 imprese condotte da cinesi, che presiedono anche il settore dei servizi di alloggio e ristorazione. Gli imprenditori provenienti dal Bangladesh sono invece i più presenti nel settore del noleggio, delle agenzie di viaggio e dei servizi alle imprese.
Fonte: Il Sole-24 Ore













