Commissione europea. Approvato il programma annuale per il controllo delle frontiere esterne

Per il governo italiano 32 milioni di euro per il 2011 e 52 milioni per il 2012 a titolo di cofinanziamento da parte dell’Unione Europea. Oltre all’Italia beneficeranno dei finanziamenti europei soprattutto gli altri paesi maggiormente colpiti dall’immigrazione

Comunicato del 25/08/2011

La decisione della Commissione Europea intende assicurare l’uniformità e l’alta qualità dei controlli alle frontiere e favorire la flessibilità nella circolazione tra i territori dell’Unione Europea e l’esterno. Per attenersi fedelmente alla normativa comunitaria (regolamento (CE) n. 562/2006), L’Unione Europea ha approvato un programma che si concentra in particolare su obbiettivi di efficienza relativi all’organizzazione e alla gestione del controllo e della sorveglianza delle frontiere esterne, e di qualità riguardo agli standard di protezione internazionale e di trattamento dei migranti.

La Commissione ha deciso quindi la ripartizione tra gli Stati membri dei fondi da destinare al controllo delle frontiere a titolo di cofinanziamento da parte dell’Unione Europea, sulla base di criteri e valutazioni in merito anche alle difficoltà e dei rischi associati ai controlli delle frontiere esterne comuni e tenendo conto dei recenti avvenimenti nelle regioni del sud Mediterraneo che hanno incrementato i flussi migratori verso l’Europa

Per quanto riguarda il 2012, la Commissione Europea ha proposto di stanziare per gli stati membri una cifra complessiva di 370 milioni di euro, in modo da sostenere gli investimenti di quei paesi particolarmente colpiti dall’aumento della pressione migratoria. Il finanziamento sarà distribuito nel 2012 agli Stati membri e paesi associati. Rispetto alle risorse stanziate per il 2011, questa decisione porterà un incremento del 35%.

La decisione così approvata porterà all’Italia risorse per circa 32  milioni del 2011 e 52 milioni di euro nel 2012 . Ovviamente anche altri paesi Europei affacciati sul Mediterraneo come Malta, Cipro, Spagna, Grecia e Francia, beneficeranno di un significativo aumento di risorse.