Piccole imprese veneziane in difficoltà nella seconda parte del 2009. I dati più pesanti nell’edilizia e nella manifattura. Previsioni meno negative in attesa della ripresa.

Comunicato del 12/03/2010

Piccole imprese veneziane in difficoltà anche nella seconda parte dell’anno: domanda, fatturato ed occupazione in calo. I dati più pesanti nell’edilizia e nella manifattura.

L’ Osservatorio Congiunturale sull’Artigianato e la Piccola Impresa del territorio di Venezia Mestre fotografa un semestre di sensibile rallentamento per l’economia. I prossimi sei mesi potrebbero essere meno negativi, attendendo la ripresa.

LA CONGIUNTURA ECONOMICA NELLA SECONDA PARTE DEL 2009 Dopo l’andamento negativo registrato all’inizio del 2009 anche la seconda parte dell’anno è stata caratterizzata da pesanti ridimensionamenti con flessioni superiori ai cinque punti percentuali nella produzione / domanda, nel fatturato e negli ordini e con un deficit occupazionale pari a -3,4%. Il livello dei prezzi dei fornitori si è mantenuto contenuto (+2,4% a livello congiunturale), mentre gli investimenti sono diminuiti rispetto alla prima parte dell’anno (10,7%), a testimonianza di una minore propensione delle aziende veneziane causata dal perdurare di una situazione economica poco favorevole. Le contrazioni a livello tendenziale per la produzione / domanda e il fatturato risultano un po’ meno ampie di quelle congiunturali (intorno ai cinque punti percentuali), mentre nella dinamica occupazionale si registra una perdita del -2,7%. A livello settoriale nel corso del secondo semestre si evidenziano perdite consistenti in tutte le categorie economiche, con l’edilizia a denunciare la flessione più rilevante nella domanda (-7%), mentre il calo del fatturato è più pronunciato tra le aziende del manifatturiero (-6,7%) e dei servizi alle persone (-7,1%). Nelle aziende dell’edilizia e della produzione si segnala inoltre una forte riduzione degli addetti impiegati (rispettivamente -4,7% e -4,2%), mentre nei servizi alle imprese e alle persone le flessioni si fermano al di sotto dei due punti percentuali. La dinamica tendenziale conferma in tutti i comparti le difficoltà incontrate dalla piccola impresa del territorio di Venezia e Mestre nel corso del 2009 con flessioni più ampie nel manifatturiero (per quanto riguarda la produzione / domanda e il fatturato), mentre negli altri settori si rileva un peggioramento meno accentuato rispetto alla fine del 2008.

LE PREVISIONI PER IL 1° SEMESTRE 2010 Nel prossimo semestre la situazione dovrebbe complessivamente mantenersi stabile con qualche leggero ridimensionamento nella produzione / domanda e nel volume d’affari (entrambi -0,4%). Tali previsioni non sembrano influenzare in maniera troppo negativa la dinamica occupazionale (-0,1%) e potrebbero favorire una leggera ripresa degli investimenti (14,3%). Per il prossimo periodo si possono cogliere alcune differenzazioni che consentono di individuare quei settori che più di altri hanno le maggiori possibilità di recupero: in questo senso, infatti, il manifatturiero e le aziende dei servizi alle imprese sembrano proiettate verso dinamiche di espansione (rispettivamente +0,2% e +0,8% per produzione / domanda; +0,6% e +0,1% per il fatturato) e stabile nei due settori risulta anche la dinamica occupazionale. Nei servizi alle persone invece la situazione rimane sostanzialmente stazionaria con qualche flessione nella domanda (-0,2%) e con un significativo incremento dell’occupazione (+1%). Nell’edilizia infine si registra complessivamente ancora un trend di involuzione con flessioni intorno ai due punti percentuali per domanda e fatturato e con la perdita di un punto percentuale nel mercato del lavoro.

CENTRO STORICO E TERRAFERMA

Le dinamiche territoriali riflettono gli andamenti negativi registrati nel complesso con Mestre ad evidenziare le flessioni più consistenti a livello congiunturale per produzione / domanda e fatturato (superiori ai sei punti percentuali), mentre nel Centro Storico è più rilevante il ridimensionamento degli ordini (-7,4%), del fatturato dall’export (-4,8%) e dell’occupazione (-4,5%).

In entrambe le aree risultano consistenti anche le contrazioni rispetto alla fine del 2008, soprattutto nel livello degli ordinativi e dell’export, mentre qualche indicazione positiva per Venezia si ricava nelle previsioni per la prima parte del 2010 in cui è prevista una leggera ripresa dei livelli produttivi e del volume d’affari (+0,5%), mentre dovrebbe perdurare il calo sul fronte dell’export (-1,6%) e nella dinamica occupazionale (-0,3%). Nella Terraferma invece si potrebbero realizzare ancora nel prossimo semestre nuovi ridimensionamenti nei volumi della produzione / domanda e del fatturato (-1,1%), mentre potrebbe riprendere slancio l’export (+6,3%).

Per quanto riguarda infine gli investimenti le aziende della Terraferma sembrano maggiormente votate ad investire e tale tendenza viene confermata sia considerando la quota di investitori alla fine del 2009 (13,3%) che considerando quelli  potenziali per il primo semestre 2010 (15,3%).

DIFFICOLTA’ DI ACCESSO AL CREDITO Uno degli aspetti che la crisi economica ha maggiormente accentuato è la difficoltà di accesso al credito, conseguenza che deriva dalla maggiore rigidità delle banche a concedere finanziamenti e prestiti. In seguito al “crac” finanziario delle principali borse mondiali avvenuto nella seconda parte del 2008 si rileva, infatti, una maggiore rigidità delle banche: se è vero che circa due terzi delle imprese non ha richiesto finanziamenti nel secondo semestre 2009, tra coloro che invece si sono rivolti agli istituti di credito si rileva una consistente difficoltà ad ottenere i finanziamenti (33,7%) ed in alcuni casi si è riscontrato addirittura la mancata conclusione del procedimento di erogazione (6,6%). Tra gli aspetti che incidono maggiormente sulle difficoltà di accesso al credito emerge un quadro del tutto analogo a quello rilevato nel semestre precedente: sono le maggiori richieste di garanzie da parte delle banche e degli istituti di credito ad ostacolare maggiormente le procedure di erogazione, e nel secondo semestre tale aspetto risulta ancora più accentuato (80%), mentre per circa un terzo dei rispondenti la difficoltà ad ottenere finanziamenti deriva da un innalzamento dei tassi di interesse e dei servizi bancari annessi. Solo in seconda battuta si segnalano problemi legati all’iter troppo lungo delle procedure (20%) o alla scarsa trasparenza delle condizioni di prestito (7%).

RELAZIONI CON PORTO MARGHERA Il declino dell’area industriale di Porto Marghera incide solo in parte sull’involuzione delle aziende del territorio veneziano. Si conferma infatti anche nel secondo semestre 2009 un contenuto numero di imprese che ha rapporti diretti o ha intrattenuto in passato relazioni con le attività di Porto Marghera (11%). Sono soprattutto le imprese del terziario e localizzate nell’area di Mestre a dipendere maggiormente dalle sorti del polo industriale e tra queste quasi il 60% dichiara di subire in maniera rilevante il ridimensionamento del petrolchimico. Il peggioramento deriva principalmente da una progressiva riduzione della domanda, che ha portato ad una minore richiesta di servizi (77%), ma in parte (14%) le difficoltà derivano anche dalla concorrenza sleale di aziende che a prezzi più bassi “servono” l’area di Marghera con prestazioni qualitativamente di minore levatura. Tale fenomeno sembra accentuarsi rispetto al primo semestre e sotto questo aspetto le aziende chiedono una maggiore attenzione da parte delle istituzioni. In misura marginale infine viene segnalato il problema del dilazionamento dei pagamenti (7%) a testimonianza che il rapporto con l’area industriale di Porto Marghera è condizionato non tanto da un problema di pagamenti, ma della necessità da parte di quell’l’indotto che nel corso degli anni si è creato attorno al polo industriale di riorganizzarsi e di trovare nuovi sbocchi.

IL DILAZIONAMENTO DEI TEMPI DI PAGAMENTO DEI CLIENTI Nel corso del secondo semestre 2009, in generale, il pagamento dei clienti avviene in media in poco meno di due mesi (55 giorni circa). Rispetto al secondo semestre 2008 in quasi il 36% delle imprese si è registrato un aumento dei tempi medi di pagamento, mentre sono “mosche bianche” le aziende che invece hanno riscontrato una diminuzione (meno dell’1%). Considerando i differenti settori di attività economica il 70% delle imprese dei servizi alle persone e del manifatturiero non hanno riscontrato particolari variazioni, anche se le quote rimanenti hanno rilevato un incremento pari a circa 11 giorni. Negli altri settori di attività economica si registra un allungamento dei tempi di pagamento più consistente: 14 giorni per le aziende dei servizi alle imprese e tre settimane per quelle dell’edilizia per un incremento medio generale di circa due settimane.

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