L’emergenza migranti e la solidarietà europea

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Da quando la cosiddetta «crisi migratoria» è esplosa in Europa in tutta la sua drammaticità, si sono susseguiti proposte e suggerimenti per arginarne gli effetti, almeno sul fronte della gestione dei flussi, con i riflettori puntati sul tema della solidarietà tra Paesi membri per quanto riguarda l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati.

Le modifiche agli accordi di Dublino, la controversa intesa tra Unione europea e Turchia, la gestione delle frontiere esterne, nuove proposte come il «migration act» presentato dal governo Renzi sono solo alcuni dei livelli sui cui si sta giocando la partita che vede messo in discussione il futuro stesso dell’Unione europea. Ma poiché qualsiasi ipotesi non può prescindere dai dati, ci sembra utile fare il punto sulle richieste d’asilo e sui ricollocamenti.

Leggi l’articolo sulla rivista Il Mulino

Profughi, le anomalie italiane

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Ci sono rilevanti questioni a livello europeo (tra cui, la modifica degli accordi di Dublino, la definizione dei contenuti dell’intesa tra Ue e Turchia, il tema dei ricollocamenti, la gestione delle frontiere esterne), ma è importante osservare le anomalie che differenziano la gestione delle domande da parte del nostro paese rispetto alla maggioranza dei partner europei. Se non si interviene su di esse, la modifica delle regole europee non si dimostrerà sufficiente a migliorare la situazione dell’accoglienza dei profughi sul duplice versante dell’equità e dell’umanità.

Leggi l’articolo su LaVoce.info

Lavoro, più occupati tra gli immigrati

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Storicamente in Italia la popolazione straniera presenta tassi di occupazione superiori rispetto alla componente autoctona (anche a causa della normativa sull’immigrazione, che lega il permesso di soggiorno alla condizione lavorativa). Tuttavia, negli ultimi anni questo divario si è assottigliato, a causa della crisi di alcuni settori in cui è particolarmente intensa la presenza straniera. 

Nell’ultimo anno, la ripresa economica sembra interessare sia italiani che stranieri. Mentre gli stranieri possono contare sua maggiore dinamicità del mercato del lavoro, nell’ultimo anno gli effetti portati dalla nuova normativa sembrano aver stimolato anche gli italiani.

Leggi l’articolo di rossella Cadeo su Il Sole 24 Ore del 09 maggio 2016.

La ricchezza prodotta dalle imprese immigrate

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Negli ultimi quattro anni (2011-2015), le imprese straniere sono aumentate del 21,3%, mentre diminuiscono le imprese italiane (-2,6%). Gli aumenti più significativi si sono registrati nella ristorazione (+37,3%) e nei servizi (+32,2%).

Una presenza di 550 mila imprese condotte da stranieri che contribuiscono, con 96 miliardi di euro, alla creazione del 6,7% del Valore Aggiunto nazionale.

Leggi l’articolo di Vladimiro Polchi su Repubblica.it