ULTIMO COMUNICATO

L‘occupazione straniera: esiste un effetto sostituzione?

Lo studio della Fondazione Leone Moressa sull’effetto sostituzione innescato dall’ingresso dei lavoratori stranieri  nei settori di attività e nelle professioni

Dinamiche occupazionali. Dal 2007 al 2010 la presenza di manodopera straniera nel mercato del lavoro nazionale si è fatta sempre più evidente: da 1,5 milioni di occupati di nazionalità straniera si è passati a poco più di due milioni. Questo ha inoltre determinato nel medesimo periodo di tempo un aumento del peso della componente straniera che dal 6,5% ha raggiunto il 9,1% del totale dei lavoratori in Italia. In termini di variazioni percentuali, se l’occupazione degli italiani è calata del -4,3% (pari a quasi un milione di unità in meno), gli stranieri sono invece aumentati con un ritmo del 38,5% (+578 mila persone).

Effetto sostituzione. In quasi tutte le 25 professioni qui considerate si osserva un avvicendamento tra manodopera italiana e straniera tra il 2007 e il 2010. Sembra infatti che molte professioni “manuali” siano state “snobbate” dagli italiani, che hanno lasciato progressivamente il posto agli stranieri. In molte categorie professionali si è infatti assistito ad un vero e proprio effetto sostituzione. L’intensità però di tale sostituzione non è però univoca. Per alcune professioni si osserva un “over sostituzione”, ossia i nuovi ingressi di stranieri hanno di gran lunga superato gli abbandoni degli italiani: si tratta in questo caso di categorie professionali legate alla ristorazione (cuochi, camerieri, baristi), ai lavori non qualificati nell’industria e alle figure di saldatori, montatori e lattonieri.