Buono l’export, male occupazione e investimenti. Meglio i servizi alle persone, più criticità per l’edilizia
Nella prima parte del 2010 i segnali che provengono dalle aziende che operano nel territorio del Comune veneziano sono ancora negative, sebbene la fase più critica della crisi sembra essere rimasta alle spalle. Gli imprenditori iniziano ad esprimere un certo ottimismo in merito ad una possibile ripresa dell’attività economica per la fine dell’anno, auspicando un risveglio dell’intera struttura produttiva del territorio. Queste alcune delle indicazioni che provengono dall’ “Osservatorio congiunturale sull’Artigianato e la Piccola Impresa nel territorio di Venezia e Mestre” promosso dalla Fondazione Leone Moressa e che ha coinvolto un campione di 1.400 imprese operanti all’interno dei confini comunali di Venezia.
LA CONGIUNTURA ECONOMICA NELLA PRIMA PARTE DEL 2010 In quanto a domanda e fatturato le imprese hanno visto ridurre i loro volumi, rispettivamente del -1% e del -0,9% rispetto a quanto osservato nella seconda parte del 2009. Anche gli ordinativi sono calati nelle stesse proporzioni, sebbene si evidenzi una leggera ripresa se si effettua un confronto con la prima parte del 2009 (+0,4%). I prezzi dei fornitori, che continuano a mostrare variazioni positive (+2,1%), crescono su livelli più contenuti rispetto al passato, mentre continua ad essere negativa la dinamica occupazionale, che ha visto contrarsi il numero degli occupati sull’ordine dei due punti percentuali. Un altro elemento che contribuisce a tracciare il quadro di difficoltà attraversato dalle imprese veneziane è la bassa propensione all’investimento: appena il 10,4% delle aziende intervistate ha acquistato beni duraturi per la propria attività. Nonostante la flessione generalizzata dei maggiori indicatori economici, il territorio ha potuto contare sulla ripresa delle esportazioni: le imprese aperte verso i mercati stranieri hanno, infatti, evidenziato un aumento delle esportazioni addirittura del +3%, segnale questo di un rinnovato interesse proveniente dall’esterno dei confini nazionali. A livello settoriale il comparto che mostra le minori difficoltà è quello dei servizi alle imprese: nel corso della prima parte dell’anno si sono registrate variazioni positive, seppur contenute, in termini di domanda e di fatturato (+0,4% e +0,2%), anche se l’occupazione è calata del -0,6%. Manifattura, edilizia e servizi alle persone invece soffrono per la situazione economica contingente che ha fatto ridurre i livelli di produzione e di fatturato e contestualmente anche il numero di occupati complessivi.
LE PREVISIONI PER IL 1° SEMESTRE 2010 Per la fine dell’anno gli imprenditori ritengono possibile una ripresa, seppur timida, dell’attività economica, confermata dal fatto che la domanda, il fatturato e gli ordinativi inizieranno a mostrare i primi segnali positivi di crescita: le variazioni saranno, infatti, pari rispettivamente a +0,5%, +0,3% e +0,6%. Aumenteranno ancora le esportazioni nell’ordine del +4,2%, a dimostrazione della crescente domanda oltre confine. Le prospettive di ripresa non si tradurranno però in un rilancio, almeno immediato, né dell’occupazione né degli investimenti: secondo le indicazioni che provengono dagli addetti ai lavori nel prossimo semestre il numero di occupati calerà del -0,3%, mentre solo il 3% delle imprese ha già deciso di investire, a cui si aggiunge un 6,7% che lo farà solo se si presenteranno condizioni economiche favorevoli.
CENTRO STORICO E TERRAFERMA A livello territoriale le aziende del Centro Storico hanno evidenziato una situazione di maggiore problematicità rispetto alle imprese della Terraferma. Infatti, sebbene si evidenzino dinamiche negative, a Mestre le contrazioni congiunturali e tendenziali sono state più contenute, sia in termini di produzione / domanda, che di ordini e fatturato. In quanto all’export, invece, sono le realtà produttive del Centro Storico le più dinamiche, facendo segnare addirittura un +4,5% contro il +1% di Mestre. In entrambe le aree territoriali si assiste ad un processo di ridimensionamento dell’occupazione che tocca il -2,2% a Venezia e il -1,9% nella Terraferma rispetto a fine 2009. Secondo le indicazioni degli operatori economici, si dovrebbero intravedere i primi segnali di ripresa per la fine dell’anno sia per le aziende del Centro Storico che per quelle di Mestre: in particolare si prevede per le variabili economiche di produzione / domanda, fatturato e ordini delle variazioni positive, anche se di entità contenuta. Dalle indicazioni che provengono dal commercio con l’estero si ricavano indicazioni di forte crescita anche per il prossimo periodo, mentre continua la flessione occupazionale (-0,4% a Mestre e -0,3% a Venezia).
DIFFICOLTA’ DI ACCESSO AL CREDITO Uno degli aspetti che la crisi economica ha maggiormente accentuato è la difficoltà di accesso al credito, conseguenza che deriva dalla maggiore rigidità delle banche a concedere finanziamenti e prestiti. Se è vero che circa due terzi delle imprese non ha richiesto finanziamenti nel primo semestre 2010, tra coloro che invece si sono rivolti agli istituti di credito si rileva una consistente difficoltà ad ottenere i finanziamenti (33,6%) ed in alcuni casi si è riscontrato addirittura la mancata conclusione del procedimento di erogazione (5,8%). Tra gli aspetti che incidono maggiormente sulle difficoltà di accesso al credito si annoverano le maggiori richieste di garanzie da parte delle banche e degli istituti di credito ad ostacolare maggiormente le procedure di erogazione (78,4%), l’innalzamento dei tassi di interesse e dei servizi bancari annessi (33%), l’iter troppo lungo delle procedure (21,6%) e alla scarsa trasparenza delle condizioni di prestito (7,8%).
RELAZIONI CON PORTO MARGHERA Il declino dell’area industriale di Porto Marghera incide solo in parte sull’involuzione delle aziende di piccola dimensione del territorio veneziano. Infatti, solo il 12,7% delle imprese ha avuto rapporti diretti o ha intrattenuto in passato relazioni con le attività di Porto Marghera. Sono soprattutto le imprese del terziario e localizzate nell’area di Mestre a dipendere maggiormente dalle sorti del polo industriale e tra queste un certo numero dichiara di subire in maniera rilevante il ridimensionamento del petrolchimico. Il peggioramento deriva principalmente da una progressiva riduzione della domanda, che ha portato ad una minore richiesta di servizi (62,5%), ma in parte le difficoltà derivano anche dalla concorrenza sleale di aziende che a prezzi più bassi “servono” l’area di Marghera con prestazioni qualitativamente di minore levatura (25,0%). In misura marginale viene segnalato il problema del dilazionamento dei pagamenti (8,3%).
IL DILAZIONAMENTO DEI TEMPI DI PAGAMENTO DEI CLIENTI Il pagamento da parte dei clienti avviene in media in poco meno di due mesi (50 giorni circa); tale indicazione varia se si considerano i differenti settori di attività economica: si va infatti dai 23 giorni per le imprese dei servizi alla persona ai 78 giorni delle aziende dell’edilizia. Rispetto al secondo semestre 2009 l’attesa è aumentata di ben 10 giorni, più allungata nei servizi alle imprese (+14 giorni), meno per i servizi alle persone (+6 giorni).
Lo studio completo è scricabile qui:
http://www.fondazioneleonemoressa.org/wrt/1279784835.pdf
rivista:
data di pubblicazione: 21/07/2010
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