Economia dell'Immigrazione

Redditi e povertà. Il divario in Europa

povertà

 

L’Europa mostra un forte squilibrio tra Nord e Sud per redditi medi e popolazione a rischio povertà. Questo spiega la “fuga” verso Germania e Regno Unito. 

Redditi e differenziali tra nativi e stranieri. L’Italia è uno dei paesi UE con il più alto differenziale di reddito tra autoctoni e stranieri, collocandosi al 22° posto del ranking dell’Ue 28. In particolare, negli anni della crisi (2008-2013) i redditi degli stranieri sono diminuiti dell’11,7% e quelli degli italiani sono aumentati appena del 2,6% (mentre nella media UE 28 hanno registrato un +6,1%). Una situazione simile si riscontra in Spagna, dove il differenziale è molto alto (24° posto del ranking) e dal 2008 al 2013 i redditi dei nativi sono aumentati (+12,2%) e quelli degli stranieri sono diminuiti (-10,2%). In Germania il differenziale è relativamente basso e in linea con la media UE 28 (collocandosi in 13^ posizione) e i redditi di nativi e stranieri sono aumentati dal 2008 al 2013, seppur a ritmi contenuti (rispettivamente +5,8% e +1,8%). Nel Regno Unito, invece, entrambi i redditi sono diminuiti con la crisi, ma il differenziale è uno dei più bassi dell’area UE 28 (7^ posizione).

Popolazione a rischio povertà. Italia e Grecia sono agli ultimi posti in UE per percentuale di popolazione a rischio povertà, sia tra i nativi (rispettivamente 20° e 24° posto nel ranking) che tra gli stranieri (20° posto per l’Italia e 26° per la Grecia). La Spagna, che presenta un valore medio tra la popolazione autoctona (16° posto), si trova invece in 23^ posizione per quanto riguarda la popolazione straniera. Germania e Regno Unito, invece, ancora una volta presentano valori inferiori alla media UE. La Germania si trova in 12^ posizione per la popolazione nativa e in 8^ per quella straniera. Il Regno Unito, rispettivamente, in 14^ e 7^.

Leggi l’articolo di Rossella Cadeo del 12 gennaio 2015 su Il Sole 24 Ore.

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