Economia dell'Immigrazione

Le professioni degli stranieri durante la crisi

occupazione straniera

 

 

Crisi economica e lavoro. Italiani vs stranieri. In Italia nel 1° semestre 2013 si contano complessivamente 2,3 milioni di occupati stranieri, il 10,5% di tutti i lavoratori.

 

Più della metà degli stranieri occupati (55%) è di genere maschile, il rimanente 45% è donna. Sono in prevalenza lavoratori dalla giovane età (se confrontati rispetto alla forza lavoro italiana): quasi due terzi degli occupati ha un età compresa tra i 25 e i 44 anni contro il 49% degli italiani.

La crescita della domanda è condizionata e circoscritta a comparti specifici: diminuiscono gli occupati nelle costruzioni e nell’industria, mentre aumentano nell’agricoltura e nei servizi alla persona. Nel 1° semestre 2007 solo il 20% degli stranieri trovava occupazione nei servizi alla persona, nei primi sei mesi del 2013 questa percentuale è aumentata del 9%. In termini assoluti si registra una crescita occupazionale in questo settore di 400 mila addetti. I settori che hanno risentito maggiormente della crisi economica registrano invece una diminuzione di addetti: il 5% in meno nell’industria ed il 4% nelle costruzioni.

Le professioni che registrano una crescita sono le professioni inerenti ai servizi: in particolare le professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati ovvero il personale di compagnia di servizio alle famiglie, gli addetti all’assistenza personale, alla sorveglianza di bambini, ma anche gli addetti all’estetica/acconciatori.

Non cresce solo il personale qualificato ma anche quello non qualificato nei servizi turistici e nella pulizia, in questo ambito troviamo i collaboratori domestici, gli addetti non qualificati alla ristorazione, alle pulizie di uffici ed esercizi commerciali, di alloggio e nelle navi e gli operatori ecologici.

Cresce anche il personale ausiliario di magazzino ed i braccianti agricoli. Stabili gli addetti alle vendite (all’ingrosso e al minuto, venditori a domicilio, addetti ai distributori di carburanti), alla ristorazione, i fonditori saldatori, lattonieri, calderai e gli artigiani addetti alle rifiniture delle costruzioni (pittori, piastrellisti, elettricisti ed idraulici).

Mentre a diminuire sono gli autisti di camion, furgoni ed altri veicoli e gli operai specializzati nelle costruzioni.

Leggi gli articoli pubblicati giovedì 6 marzo su Famiglia Cristiana e lunedì 10 marzo su Il Sole 24 Ore.

 

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