Integrazione e seconde generazioni

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Nati in Italia da genitori stranieri o arrivati da piccoli. Quali sono le chance per i giovani immigrati? Confronto con gli altri paesi UE.

Nello studio vengono analizzate le opportunità che i paesi europei offrono ai giovani in termini di inserimento lavorativo, percorsi formativi e inclusione sociale.
L’Italia è utlima tra i paesi UE15 per l’indice di valorizzazione dei giovani. Alta percentuale di giovani sfiduciati (NEET), pochi laureati, forte disoccupazione e poca occupazione. Indicatori che si ripercuotono sulla possibilità di uscire di casa e costruirsi un futuro autonomo. Tuttavia, se osserviamo il gap tra giovani autoctoni e stranieri, l’Italia scala qualche posizione: Belgio e Svezia, ad esempio, presentano un indice di pari opportunità più basso del nostro”.

Leggi l’articolo di Vladimiro Polchi su Il Venerdì del 29 gennaio 2016. download

 

Il comportamento economico delle famiglie straniere

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La Fondazione Leone Moressa ha analizzato i dati della Banca d’Italia (Bilanci delle famiglie italiane nell’anno 2014), analizzando le differenze economiche (e, di conseguenza, sociali) tra le famiglie italiane e straniere.

Il dato complessivo su redditi e consumi medi aiuta a comprendere le condizioni di vita delle famiglie  straniere. Mediamente, il reddito annuo di una famiglia straniera ammonta a circa 18 mila euro, il 43% in meno rispetto a quello di una famiglia italiana media (31 mila euro). L’ammontare dei redditi incide fortemente sulla propensione al risparmio: mentre una famiglia italiana consuma mediamente il 73% del proprio reddito (risparmiando circa 8.400 euro all’anno), una famiglia straniera spende in consumi oltre il 93% del proprio reddito, risparmiando appena 1.200 euro annui.

Leggi l’articolo di Rossella Cadeo sul Sole 24 Ore del 25 gennaio 2016. download

LA BUONA ACCOGLIENZA

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Presentato il 20 gennaio 2016 presso il Ministero dell’Interno lo studio della Fondazione Leone Moressa sui sistemi europei di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati.

Alla tavola rotonda hanno partecipato autorità istituzionali ed esperti del settore, con l’obiettivo di di favorire la riflessione inter-istituzionale sul sistema italiano di protezione e asilo, attraverso l’analisi della situazione italiana e il confronto con buone pratiche a livello europeo.

Scarica il rapporto completo LA BUONA ACCOGLIENZA e le SCHEDE TEMATICHE. In questa sezione saranno pubblicati a breve gli atti del convegno del 20 gennaio.

Detenuti stranieri in calo in Italia

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Rappresentano un terzo della popolazione carceraria, ma dal 2010 sono diminuiti del 30%.

Secondo i dati del Ministero della Giustizia aggiornati a fine 2015, i detenuti stranieri presenti nelle carceri italiane sono 17.340, ovvero un terzo della popolazione carceraria complessiva. Le regioni con più detenuti stranieri sono Lombardia, Lazio e Piemonte. L’incidenza percentuale varia dal 10,8% del Molise al 70,4% del Trentino Alto Adige, in cui però probabilmente pesa la componente austriaca. Mediamente, nelle regioni del Nord si registra una presenza straniera più significativa: oltre la metà in Liguria (53,1%) e in Veneto (52,2%).
Pur rappresentando un numero significativo, i detenuti stranieri sono diminuiti dello 0,7% nell’ultimo anno e del 30,5% negli ultimi cinque anni.

Leggi l’articolo di Daniela Fassini su Avvenire del 13.01.2016