La ricchezza prodotta dalle imprese straniere nel Nord Est

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Il 6,6% della ricchezza del Nord Est è prodotto da imprese immigrate. Mentre le imprese italiane diminuiscono, le straniere aumentano e nel 2014 hanno prodotto 13 miliardi di euro di Valore Aggiunto.

Negli anni della crisi, la presenza di imprenditori stranieri in Italia è aumentata. Nel 2014 le imprese condotte da stranieri nel Nord Est hanno superato quota 62 mila, pari all’8,9% delle imprese totali nel territorio.

Il Valore Aggiunto prodotto dalle imprese straniere nel Nord Est nel 2014 ammonta a 13,3 miliardi di euro, ovvero il 14% della ricchezza prodotta a livello nazionale dalle imprese straniere. Sul totale della ricchezza del territorio, nel Nord Est il contributo delle imprese straniere è pari al 6,6% della ricchezza complessiva. Rispetto all’anno precedente, il valore complessivo è aumentato di 255 milioni di euro.

La ricchezza prodotta dalle imprese straniere in Italia

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Su circa 6 milioni di imprese operanti in Italia nel 2014, 525 mila (l’8,7% del totale) sono condotte da soggetti nati all’estero. Il contributo  delle imprese straniere all’economia italiana è di circa 94 miliardi di euro (il 6,5% del Valore Aggiunto nazionale 2013).

Secondo lo studio della Fondazione Moressa (su dati Infocamere) il contributo delle imprese straniere è quantificabile in 94 miliardi di euro, ovvero il 6,5% del valore aggiunto nazionale 2013. Quasi la metà (41 miliardi di euro) deriva dal comparto dei servizi, mentre commercio e industria manifatturiera concorrono rispettivamente con 18 e 17 miliardi. 

In conclusione, l’imprenditoria è uno degli ambiti in cui si manifesta maggiormente il contributo dell’immigrazione al sistema nazionale e questi dati fotografano una realtà in crescita in tutte le regioni e in tutti i settori che, se adeguatamente valorizzata, potrebbe aprire nuove opportunità di sviluppo in termini di occupazione, nascita di nuovi servizi, rapporti commerciali con i Paesi d’origine e indotto.

Il territorio chiede #ProgettualitàLungimirante e #SensoCivico

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Venerdì 22 maggio ore 20,30 l’incontro con i candidati sindaco per presentare le proposte del territorio per la rinascita di Venezia.

Una “Rete” di soggetti che riunisce alcuni importanti attori della società civile del territorio (rappresentanti istituzionali, organizzazioni di categoria e associazioni volontariato, sindacati e istituti di ricerca ecc.) coordinata dalla Pastorale Sociale e del Lavoro del Patriarcato di Venezia ha ragionato e dialogato attorno a sei grandi aree tematiche (lavoro, povertà, famiglia, sicurezza, ambiente e cultura), arrivando a formulare delle proposte per la rinascita della città metropolitana di Venezia. 

Scarica il Comunicato Stampa di presentazione dell’evento.

Verso expo 2015. Immigrazione e made in Italy.

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Nel settore Agro-Alimentare diminuiscono gli imprenditori italiani e aumentano quelli venuti da oltreconfine. La Fondazione Moressa rivela cosa c’è dietro le eccellenze del cibo italiano.

L’EXPO 2015 rappresenta un’opportunità per l’Italia in termini di visibilità, prestigio e promozione delle proprie eccellenze. In particolare, considerando che il tema della manifestazione è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, inevitabilmente sarà sotto i riflettori il settore agro-alimentare, ovvero una delle massime eccellenze italiane. Un made in Italy sempre più influenzato dai mutamenti socio economici, dall’introduzione della tecnologia alle interazioni con imprenditori (e capitali) stranieri.
In questo studio, la FONDAZIONE LEONE MORESSA analizza il ruolo della componente straniera nel settore agro-alimentare italiano, osservando l’andamento dell’imprenditoria immigrata nelle produzioni DOP e IGP e il peso dell’occupazione straniera nel settore. Dall’analisi emerge il ruolo determinante della componente straniera nell’agro-alimentare: gli occupati del settore sono aumentati del 62,7% nel periodo 2009-2014 e il numero di imprenditori è aumentato del 14,8% (con punte superiori al 20% in alcune produzioni DOP e IGP).