ULTIMO COMUNICATO
Le rimesse: un capitale da 7,4 miliardi di €
Da Roma e Milano defluisce il maggior importo di rimesse. I cinesi in Italia mantengono oltre 800 mila connazionali in Cina
Gli stranieri che vivono in Italia hanno fatto defluire nel 2011 7,4 miliardi di euro di rimesse, registrando un aumento del 12,5% rispetto all’anno precedente. Mediamente ogni straniero in Italia invia nel proprio paese 1.618 euro all’anno, destinati per lo più in Asia e in Cina per la precisione. Si stima che i cinesi che risiedono in Italia riescono a mantenere 800mila connazionali in Patria. Roma, Milano, Napoli e Prato sono le province da cui defluisce il maggior importo di rimesse verso l’estero. Questi i risultati principali di uno studio della Fondazione Leone Moressa che ha analizzato i flussi monetari transitati per i canali di intermediazione regolare in uscita dall’Italia da parte degli stranieri che vivono nel nostro paese.
«Le rimesse dagli stranieri rappresentano un cruciale fattore di garanzia e di crescita per le economie in via di sviluppo – affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa - Occorre considerare il migrante come un soggetto artefice dell’allocazione efficiente delle risorse nei Paesi più arretrati. Il riconoscimento nazionale e internazionale della rimessa come vettore di co-sviluppo ha contribuito nel tempo a ridurre il costo del servizio di money tranfert, facendo diventare più trasparenti e competitive le attività dei molteplici operatori che operano in questo settore. E’ anche per questo motivo che, nell’ultimo anno, si è evidenziato un aumento considerevole del volume delle rimesse. E’ vero d’altro canto che, guardando all’Italia, i 7,4 miliardi di € mandati all’estero, prodotti nel territorio nazionale, non sono stati spesi o investiti in loco. Per poter contare su queste risorse per i consumi interni e per i processi di investimento, serve che gli immigrati siano nelle condizioni di costruire un progetto di vita nel nostro Paese, anche attraverso la realizzazione di un percorso complessivo di integrazione sociale, economica e lavorativa.












