Gli immigrati asiatici in Italia

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L’Italia è il primo paese in Europa per quanto riguarda la presenza di immigrati asiatici, con oltre 1 milione di presenze.

Anche per quanto riguarda alcune tra le principali nazionalità come Cina, Bangladesh e Filippine, l’Italia ospita le comunità più numerose d’Europa. Questo dato appare ancor più significativo se si considera che il nostro paese non ha legami storici o continuità linguistica con questi paesi (come invece avviene, ad esempio, tra Regno Unito e India).

La Fondazione Leone Moressa, esaminando diversi dati, ha analizzato la composizione della popolazione asiatica facendone emergere le principali dinamiche demografiche, economiche, occupazionali e sociali. Dallo studio emerge un aumento complessivo degli asiatici in Italia, giunti a rappresentare nel 2013 quasi il 20% della popolazione straniera. Gli immigrati asiatici hanno una propensione lavorativa più elevata rispetto alle altre nazionalità: presentano tassi di occupazione molto alti e svolgono principalmente professioni non qualificate nel settore dei servizi alle persone. Anche l’imprenditoria è un fenomeno in espansione, specie nel settore del commercio. In questo studio, infine, sono riportati anche alcuni aspetti finanziari, come l’invio di rimesse verso i paesi d’origine, e sociali, come la presenza di alunni stranieri o detenuti nelle carceri italiane.

Gli studenti stranieri in Italia

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Fondazione Leone Moressa ospite della trasmissione “Estovest” in onda domenica 21 settembre su Rai Radio1. Tema della puntata: gli studenti stranieri in Italia.

Ascolta l’intervista

Il made in Italy degli immigrati

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Come l’immigrazione cambia la geografia dei distretti italiani 

 

Dallo studio emerge chiaramente come il panorama produttivo dei distretti italiani manifatturieri, storicamente la base del made in Italy,  sia in forte mutamento negli ultimi anni caratterizzati dalla crisi e dalle trasformazioni macroeconomiche locali ed internazionali. In questo contesto, uno dei fenomeni più significativi è rappresentato dalla forte espansione dell’imprenditoria straniera, penetrata anche nei settori produttivi tradizionali del nostro paese, come appunto sono i distretti manifatturieri.

In alcuni casi si è verificato un effetto sostituzione, testimoniato dalla diminuzione degli imprenditori italiani e dal contemporaneo aumento di quelli stranieri. In altri casi, invece, anche gli imprenditori stranieri sono diminuiti, riducendo significativamente la produttività del settore.

Da queste analisi si può capire come, negli anni della crisi, l’imprenditoria straniera abbia svolto un ruolo importante nel mantenimento delle unità produttive storiche del nostro paese e, di conseguenza, nella tenuta dell’occupazione e dell’indotto.

Emergenza sbarchi, superata quota 100 mila

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Continua l’emergenza sbarchi, che tocca i picchi massimi nei mesi di giugno e luglio. E le richieste di asilo aumentano più che nel resto d’Europa.

I mesi estivi si confermano i più “caldi” per quanto riguarda gli sbarchi di migranti sulle coste italiane, ma questa volta il picco stagionale si aggiunge ad un andamento annuale già nettamente superiore alla media. La Fondazione Leone Moressa, analizzando i dati del Ministero dell’Interno, ha fotografato la situazione emergenziale dell’accoglienza in Italia: nei soli mesi di giugno e luglio si sono registrati 46.000 sbarchi (in tutto il 2013 erano stati 43.000). E da inizio anno, secondo l’UNHCR, si è già superata quota 100.000.

Il 90% parte dalla Libia. Nel mese di Luglio oltre 21 mila migranti sbarcati provenivano dalla Libia. Tra i paesi di provenienza seguono l’Egitto, con 2.521 migranti sbarcati e, in misura marginale, Turchia, Grecia e Tunisia. Per quanto riguarda le regioni di approdo, la Sicilia rimane la meta principale (97.000 sbarchi negli ultimi 12 mesi), ma anche Puglia, Calabria e Campania hanno ricevuto alcune migliaia di migranti.