La spinta africana (demografica ed economica)

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Lo studio mette in evidenza le dinamiche demografiche ed economiche dell’Unione Europea a confronto con le altre aree del pianeta. Secondo i ricercatori della Fondazione Leone Moressa, “questi dati evidenziano la difficoltà del continente europeo, sia in termini demografici che economici, soprattutto rispetto a paesi emergenti in forte crescita: l’Unione Europea rappresenta oggi circa il 7% della popolazione mondiale, e vive un invecchiamento demografico opposto alle dinamiche di altre aree, come la Cina o l’Africa, molto più giovani e con tassi di crescita molto elevati. Anche da un punto di vista economico, negli ultimi dieci anni l’UE è passata dal 30,8% a 22,3% del PIL mondiale”.

Leggi l’articolo di Rossella Cadeo su Il Sole 24 Ore del 13.02.2017

Essere “clandestini” nell’America di Trump

Border Patrol Agents Monitor Fence On U.S.-Mexico Border

I primi atti della nuova amministrazione Trump, finora caratterizzati da un massiccio ricorso agli “executive orders” (provvedimenti che indirizzano le politiche esecutive delle agenzie del Governo americano), sembrano coerenti con gli impegni assunti in campagna elettorale, in particolare in materia di immigrazione: dal completamento del muro al confine con il Messico, al divieto di ingresso per gli immigrati di 7 paesi musulmani. Tuttavia, se si vuole interpretare correttamente l’attuale dibattito americano sui temi dell’immigrazione, occorre tenere presenti alcune distinzioni rispetto alla situazione europea. Leggi l’articolo su Neodemos.

La spesa per l’accoglienza nei paesi Ue

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Secondo una stima effettuata nel 2016 dal fondo Monetario Internazionale, i paesi coinvolti nell’emergenza migranti (18 paesi Ue più la Serbia) nel 2016 hanno speso mediamente lo 0,19% del PIL per la gestione dell’accoglienza, pari a circa 1,4 miliardi ciascuno. In termini assoluti la spesa maggiore è stata affrontata dalla Germania, con quasi 11 miliardi, seguita da Svezia (4,67 miliardi) e Italia (4 miliardi). Leggi l’articolo di Letizia Tortello su La Stampa del 02.02.2017

Come sta cambiando la popolazione nel Nord Est

mondoNuovi arrivi e nati stranieri compensano invecchiamento e partenze dei giovani

Le dinamiche demografiche ed economiche dimostrano che i paesi europei (e in generale tutto il mondo Occidentale) rischiano una perdita di forza lavoro nei prossimi anni e un progressivo aumento della popolazione anziana inattiva.

La popolazione
invecchia: più morti che nati.
Negli ultimi dieci anni, saldo naturale degli italiani negativo quasi ovunque nel Nord-Est. I cali più intensi a Venezia (-24 mila) e Udine (-21 mila). Segno positivo solo a Bolzano, con +7 mila unità.
Negativo quasi ovunque anche il saldo migratorio degli italiani, che vanno via soprattutto dal Veneto (-25 mila). Friuli e Trentino continuano ad attrarre anche italiani, che contribuiscono a mantenere la crescita positiva.

Leggi la rassegna stampa