Costi e benefici dell’immgirazione

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I 3,9 miliardi che i migranti danno all’economia italiana

Fatti i conti sui costi / benefici dell’immigrazione, l’Italia ci guadagna 3,9 miliardi l’anno. E la crisi, senza i nuovi arrivati che hanno fondato quasi mezzo milione di aziende, sarebbe ancora più dura.
Certo, è facile in questi tempi di pesanti difficoltà titillare i rancori, le paure, le angosce di tanti disoccupati, esodati, sfrattati ormai allo stremo. Soprattutto in certe periferie urbane abbruttite dal degrado e da troppo tempo vergognosamente abbandonate dalle pubbliche istituzioni. Ma può passar l’idea che il problema siano «gli altri»?

Leggi l’articolo di Gian Antonio Stella del 23/11/2014 sul Corriere della Sera.

Periferie italiane a rischio: una famiglia straniera su tre sotto la soglia di povertà

Periferia

Comunicato stampa del 21.11.2014

La precarietà aumenta il pericolo di tensioni con i residenti italiani

A partire dalle periferie di Roma si accendono i conflitti tra famiglie italiane e straniere, spesso dovuti ad una condizione di povertà diffusa. Da uno studio della Fondazione Leone Moressa su dati della Banca d’Italia, emerge che un terzo delle famiglie straniere vive al di sotto della soglia di povertà e che, mediamente, i redditi degli stranieri sono la metà di quelli degli italiani.

Condizione abitativa precaria. Le famiglie straniere si concentrano prevalentemente nelle aree periferiche delle città e vivono in abitazioni più piccole (68 mq in media contro i 103 mq degli italiani). Mentre tra gli italiani la casa di proprietà è un ancora bene diffuso (per oltre il 70% delle famiglie), il 75% delle famiglie straniere vive in affitto, e appena il 13,7% è il proprietario dell’abitazione di residenza.

L’economia dell’immigrazione: analisi nazionale, azione locale

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Lunedì 24 Novembre 2014 ore 9,00 – 10,30

Università degli Studi di Padova
Scuola di Giurisprudenza, Corso di Economia Politica ed Economia delle Istituzioni
Sede di TREVISO - Complesso S. Leonardo “Palazzo della Dogana”

Parteciperanno Stefano Solari, Direttore Scientifico della Fondazione Leone Moressa, Enrico Di Pasquale e Chiara Tronchin, ricercatori, ed Emilia Pauletti, funzionario della Provincia di Treviso, responsabile dell’ Ufficio Stranieri.

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Raddoppiano gli stranieri a termine

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Come è cambiato il lavoro di italiani e stranieri durante la crisi.

Nell’attuale dibattito sull’immigrazione, una delle credenze maggiormente diffuse tra l’opinione pubblica è quella secondo cui gli stranieri abbiano risentito meno della crisi rispetto agli italiani. Analizzando i dati Istat sull’occupazione e la disoccupazione, la FONDAZIONE LEONE MORESSA ha cercato di fare chiarezza su questo punto, mettendo a confronto la situazione lavorativa degli italiani e degli stranieri nel 2013 e rispetto al 2007.

Il dato generale mostra come gli stranieri presentino un tasso di occupazione nettamente superiore rispetto agli italiani: 57,1 contro 41,8.
Tuttavia, osservando la variazione negli anni della crisi (2007-2013), la situazione degli stranieri è peggiorata più di quella degli italiani: il tasso di occupazione degli stranieri è diminuito di 9,0 punti, contro i 3,2 punti degli italiani. Il tasso di disoccupazione degli stranieri è aumentato di 9,0 punti mentre quello degli italiani di 5,6 punti.